27 dicembre 2011
25 dicembre 2011
Buon Natale un anno dopo.

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19 agosto 2010
Pirati dei Caraibi 4.0
Elisabeth "Napolitaner" Swann - Dovete riportarmi a terra! secondo la Costituzione...

Capitan Berluscossa - Primo: riportarvi a terra non faceva parte del negoziato né del nostro patto: non devo far nulla. E secondo: dovete essere fra onest'uomini affinché la Costituzione valga, e qui nessuno lo è.
E terzo: la Costituzione è più che altro una sorta di traccia, che non un vero regolamento...
Benvenuta a bordo dell'"Italia oggi", Miss...

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Così si fa
Finalmente il vero grande allenatore mancato del Milan può sfogarsi! La nuova tattica scelta? Marcatura stretta uomo a uomo.
E poi c'è chi pensa che certe esperienze restino ininfluenti, nella vita...
Lol!

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17 agosto 2010
En passant...
Sai che ridere se Napolitano dovesse accogliere le dimissioni di Berlusconi e affidasse l'incarico di fare un nuovo governo a Tremonti?
Allo sì che ne vedremmo delle belle: la notte dei lunghi coltelli del Pdl!
Lol.

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16 agosto 2010
Essere davvero stufi
Siamo stufi di questa politica, scrive Scalfari, e meno male!
Siamo stufi delle parole in libertà che ogni giorno si devono sentire: e se un governo diverso dall’attuale, anche se su mandato del Presidente della Repubblica e forte del consenso della maggioranza, secondo Alfano (quello dello scudo-condom, tanto per ribadire la fine competenza e il rigore di costituzionalista) sarebbe incostituzionale, allora gradiremmo conoscere il numero di governi incostituzionali che in questi circa 60 anni ci hanno governato, in primis, e poi sapere perché nessuno prima d’ora si è mai opposto a questo scandalo.
Siamo stufi di compagni di merende che hanno tenuto nascoste informazioni rilevanti circa la moralità e l’onestà di questo governo, e vorremmo sapere perché ora sfiorano l’estorsione, usando tali informazioni, non per sanare il profondissimo vulnus che da anni ormai sta dissanguando le forze della democrazia italiana, bensì per squallidi bisticci interni a un partito che, come Crono, appena ne avesse l’occasione, divorerebbe ben volentieri tutti i suoi figli, aderendo alla filosofia di pensiero ottomana, che per garantire il governo del Gran Turco, ammetteva senza remore che egli assassinasse i propri fratelli, prima di esserne ucciso per motivi di passaggio del potere.
Siamo stufi di un’opposizione dal ventre molle, che o sbraita in modo così sguaiata da rendere buon servizio solo al governo, non si capisce se per insulsaggine politica o per oscuri interessi; oppure è paralizzata in una inadeguatezza totale, che non sa esprimere un solo proposito che non sia solo pura demagogia e che riesca a risvegliare l’agonizzante speranza dell’elettorato.
Ha ragione Scalfari: siamo davvero stufi. Starà alla storia dei prossimi giorni, decidere di cosa saremo davvero insopportabilmente stufi,e quali conseguenze questo avrà – una, nessuna, centomila?

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16 luglio 2010
Cesare?
A parte notare la malizia di chi impagini Repubblica, che ha scelto una foto nella quale il presunto novello Cesare spicca nel confronto con l’originale per la ridicola e incolmabile sproporzione fisica esistente fra i due – i famosi nanerottoli che se vedono un poco oltre il proprio naso lo fanno solo perché possono sedere sulle spalle dei giganti che li hanno preceduti – vorrei sottolineare un’altra cosa. Che cioè ogni qual volta la sottoscritta ha fatto qualche previsione circa il destino politico del “Cainano”, ha sempre fatto riferimento alla fine di Cesare, che per non fare torto a nessuno, quando finalmente si arrivò alla resa finale dei conti, si misero in coda in 43 per poter avere la soddisfazione di dire di averlo pugnalato anche loro. O forse per maggior sicurezza preferirono non fidarsi del lavoro altrui e dare il proprio personale colpo di grazia per essere sicuri che, come un serpente o una Fenice, l’uomo che era entrato in armi a Roma non riuscisse a risorgere dalle proprie ceneri per impadronirsi definitivamente dell’urbe.
Perché Cesare, oltre a essere un gigante quale certi nanerottoli non potranno mia aspirare d’essere, era anche un dittatore e pagò con la vita l’eccessivo suo amore per il potere, negli ultimi sussulti di una Roma repubblicana. Qualcosa sulla quale, forse,faremmo bene a meditare tutti. Così come su uno dei principali oggetti d'interesse del dictator: il potere di eleggere metà dei magistrati, riservandosi anche quello di poter raccomadare i membri della restante metà, certo di essere obbedito. (E al solito, con Shakespeare, a voler citare c'è solo l'imbarazzo della scelta: qui per esempio si evince come, già all'epoca, l'ostinazione arrogante al voler pensare con la propria testa fosse ritenuto esercizio assai sgradito perchè pericoloso.)

CESARE - Antonio!
ANTONIO - Dimmi, Cesare…

CESARE - Intorno a me voglio solo vedere
gente bene paffuta e ben lisciata,
e che dorma la notte
. Troppo magro
e segaligno è Cassio e legge troppo:
tipi così sono pericolosi.


ANTONIO - Non temerlo, non è pericoloso.
È un nobile romano, e ben disposto.

CESARE - Vorrei fosse più in carne!
Non ch’io lo tema; ma se di qualcuno
dovesse aver paura il nome mio,
non so qual uomo scanserei più in fretta
di quel Cassio sparuto e allampanato.
Legge molto, è un acuto osservatore,
e al contrario di te,
scruta nel fondo le azioni degli uomini;
non ama nessun genere di ludi;
non gli piace la musica;

sorride raramente, e se sorride,
lo fa come ad irridere se stesso,
a farsi beffa del suo proprio spirito
per essersi concesso di sorridere
davanti a questa od a quest’altra cosa.
Individui così non hanno pace
finché si trovin davanti qualcuno
che s’elevi più in alto;
e quindi sono assai pericolosi.
Parlo naturalmente in generale,
voglio dire di quel ch’è da temere,
non perch’io tema, ch’io son sempre Cesare.

Passami a destra, ché da quest’orecchio
ci sento poco, e dimmi che ne pensi.

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14 giugno 2010
A Cesare quel che è di Cesare...
Credo che certa propaganda anti governativa a tutti i costi sia più dannosa, per chi trovi certe prese di posizione della Lega grottesche, anche delle balle di governo.
Quindi, per essere onesti, e soprattutto sottolineare l'onestà di mezzi d'informazione troppo spesso tacciati a vanvera di essere di parte, segnalo la rettifica pubblicata su Repubblica della notizia relativa a Zaia e al supposto sorpasso del "Va pensiero" sull'Inno nazionale.

Non posso però non notare che a tante notizie relative a comportamenti e atteggiamenti ben peggiori di questo, non è quasi mai seguita una smentita, soprattutto da parte dei diretti interessati.
Il che fa pensare che da smentire, in quei casi, ci fosse ben poco.
Quindi, ai legaioli idioti e tronfi che per oggi possono riempirsi la bocca di insulti nei confronti della mala informazione, ricordo che forse un po' di misura sarebbe d'uopo, tenuto conto di tutte le stronzate che si sono lasciati REALMENTE scappare in questi anni, e che solo loro paiono avere dimenticate.

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06 febbraio 2010
Chi la fa l'aspetti
Mi segnalano una cosa buffa, ma davvero buffa.
Allora il karma esiste davvero: basta un po' di pazienza e fa giustizia per te.

Resta solo una ridicola pomposità per la quale, temo, ormai non ci sia rimedio, neppure di fronte a cose che si potrebbero dire con semplicità, solo a non essere i soliti meschini codardi e a nascondersi dietro inutili, vuote, pretenziose e un po' stupide cortine di parole, per l'incapacità di vedere le cose solo per quello che realmente, sono.
Mi spiace, non sarà elegante...ma: davvero, ROTFL!!!

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22 luglio 2009
Orvuair!
In questi giorni avrei voluto scrivere di molte cose:
ricordare l’annuale marcia degli orangisti in Ulster il 12 luglio e la morte di tre bambini innocenti (l’ennesima) e la protesta - ai tempi della Dama di Ferro - dei prigionieri del Blocco H e la morte di Bobby Sand: manie da irlandomane, in un contesto storico lungo, intricato e ancora spinoso;
avrei voluto proporre, per il prossimo giorno della memoria, in alternativa alla programmazione tradizionale tipo Schindler’s List (che pure è un film che riesce sempre a farmi piangere - problemi di età e ormoni femminili, immagino, la lacrima sempre pronta) una ragionata analisi di “The beliver” di Henry Bean, film colto e sottile e acuminato come un kriss malese, e che credo farebbe bene a parecchi studiare a scuola, tanto per schiarirsi un paio di idee, dato che di cose terribili, ma verissime, ne dice davvero tante!
Oppure raccontare in chiave tragicomica, come mi suggerisce quale tipo di catarsi un’amica, le traversie che sto attraversando in questo afoso periodo e non solo (ma lì, da molto ho deciso che i cazzi miei non entrano, se non indirettamente e per caso, sul blog);
mi sarebbe anche piaciuto scrivere
L’elogio Dell’imbecille In Rete,
dato che ne becco sempre di più, arroganti e vermente fastidiosi come una ragade al culo, annidati persino nei posti più impensati e nei quali meno te li aspetteresti, tipo i blog che ti piacevano… almeno una volta…
ma poi lo so, dopo la cura disintossicante di quasi cinque mesi senza connessione (Telecom del cavolo!) alla fine scelgo sempre di mandarli a quel paese in modo soft e poi di evitarli come non esistessero: tanto ho presente il tipo - ego smisurato e un po’ tanto sopravvalutato, dal quale ti puoi difendere solo ignorandolo.

Ho già una bella gastrite: peggiorarla per qualche arrogante imbecillotto convinto di essere sagace mi pare scemo, oltre che autolesionista.
Così ho detto addio a vari blog, che dopo la forzata cura disintossicante,
che mi sono sembrati molto meno importanti, divertenti, intelligenti etc, di quanto li ricordassi. Così ho scelto - e non per mancanza di argomenti! questo era solo un campione vario e casuale - di tacere.
Mi sto chiedendo se non sia il caso di tacere per sempre, allineandomi con l’italiano medio e con un sacco di altre cose, per fortuna più interessanti e intelligenti.

Potrei scrivere un monologo finale, condito di ‘fanculo questo e ‘fanculo quello, stile “25 ora” di Spike Lee, ma in fondo al mio animo sono buona: piuttosto che dire “sei solo un mserabile cretino presuntuoso/ignorante/gigione/cretino: crepa!”, preferisco il silenzio dell’indifferenza. Ma siccome è silenzio, ed è veramente indifferenza, e sospetto che non tutti i geni nascenti del web lo capiscano, in grazie della loro brillante arrogante imbecillità, preferisco metterlo qui, nero su bianco.

Così, stufa e anche un po' schifata un po’ di tutto il ciarpame che sempre più trovo in Rete, è possibile che con queste siano le ultime parole che scrivo qui per un bel po’ - senza poi tener conto di eventuali problemi di connessione a venire etc.

Vorrei solo chiudere con una perla di saggezza:
non aspettatevi nulla dalle vostre conoscenze internet…
sono decisamente mooolto sopravvalutate.
In internet c’è la stessa piccola, squallida, merdosa e deludente fauna umana del reale, se non peggio: non fatevi illusioni, neppure su quelle che paiono più intelligenti e promettenti, così eviterete delusioni - vecchia strategia sempre valida.

E’ vero, forse sono un po’ incazzata - e vorei pure vedere!....- ma Cristo, mi considero perfettamente giustificata nell’esserlo, e ho portata così tanta pazienza in questi anni, che anche radessi al suolo sei o sette blog così, solo per divertirmi, avrei diritto a tutte le attenuanti.
Statemi bene.
Anche le merducole insignificanti, ma tanto presuntuose, che ho imparato a schivare...
Alhoa!
la pardaFlora

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08 maggio 2009
Così si fa!
Allora, io leggo un libro.
Poi faccio un riassunto della trama, fingendo di infilarci qualche considerazione critica e intelligente e stralciando qualche passo del testo.
Cioè scrivo quella che tecnicamente è un semplice segnalazione del libro.
Poi ci faccio un post e me la tiro parecchio, ricevendo così parecchi commenti più o meno inutili, ma siamo di bocca buona e tanto basta a farci sentire gratificati.
E un’anima innocente che scriva a mo’ di commento: “Beh, e allora?” ovviamente non c’è. E tanto meno c'è chi faccia notare, visto che l’autore del blog non lo sa fare, certe similitudini e trarne considerazioni letterarie e sociologiche che nascono dal confronto con il libro e l’autore trattati (con la medesima inutile insipienza e qualche errore di interpretazione) guardacaso proprio nel post precedente.
Cosa questa che sì, sarebbe realmente interessante leggere.
Ma non facciamoci troppe illusioni.

Però il gradimento sviolinante è inspiegabilmente d’obbligo, e gli accessi s’impennano (che poi si sa, quelli son la cosa importante per gl’ingombranti ego che infestano la Rete).

Non gliene fregherà a nessuno, ma ultimamente internet tende davvero ad annoiarmi e mettermi sempre più di malumore.

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25 aprile 2009
Per dire...
...qualcuno mi spiega che minchiazza vuol dire:
"Rispetto per tutti, ma nessuna equidistanza"?

Cioè, in lingua italiana, che razza di concetto logico è, o meglio non è?

Come direbbe il buon vecchio Trio Reno: o rispetti tutti, o prendi le distanze da questo o quello; perché gli ossimori, accidempolina, non esitono tipo animali mitologici solo nei dizionari di retorica. Se non ve ne siete ancora accorti, ormai ci conviviamo apparentemente felici e contenti da anni.
Insomma, il mio non è un post politico, ma linguistico: non capisco il significato di questa frase, che per arrivare a dirla, qualcuno ha dovuto meditarci sopra 15 anni, quindi dovrebbe essere di quelle da scolpire nel marmo; profonda; pregnante; ficcante...

Mah, a me pare un nonsense di Bartezzaghi.(Enigmista)

Né m'illumina di più l'apparente spiegazione:
"Dobbiamo ricordare con rispetto tutti i caduti, anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ad una causa già persa. Questa non è neutralità o indifferenza perché tutti gli italiani stanno con chi ha combattuto per la patria".
Ma la patria di chi? quella della dittatura e di Salò, o quella degli italiani con le scatole piene dei dittatori? E chi ricorda con rispetto cosa: ufficialmente i cittadini italiani la nascita della Repubblica Democratica Italiana o privatamente i privati parenti di chicchessia tali loro parenti di qualsivoglia ideologia, come è loro indefettibile diritto in qualsivoglia momento dell'anno?

Ebbene, con abile salto doppio carpiato linguistico (non per nulla il suo potere si regge sulla comunicazione) qualcuno è riuscito a sembrare finalmente per la prima volta presente alle celebrazioni ufficiali del 25 Aprile, ma in realtà a stare come sempre dall'altra parte. Tanto, io mica me lo ricordo il calunniato Alemanno che faceva gestacci alla romana a destra e a manca...
E voi?
Se lo ricorderanno i francesi, quei pignoli; noi no, noi. Noi continuiamo a martellarci le gengive per espiare - sapessimo cosa...

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14 novembre 2008
Brothers in arms
These mist covered mountains
Are a home now for me
But my home is the lowlands
And always will be
Some day you’ll return to
Your valleys and your farms
And you’ll no longer burn
To be brothers in arms
Through these fields of destruction
Baptisms of fire
I’ve watched all your suffering
As the battles raged higher
And though they did hurt me so bad
In the fear and alarm
You did not desert me
My brothers in arms
There’s so many different worlds
So many differents suns
And we have just one world
But we live in different ones
Now the suns gone to hell
And the moons riding high
Let me bid you farewell
Every man has to die
But its written in the starlight
And every line on your palm
We’re fools to make war
On our brothers in arms...

Compagni d'armi

Queste montagne coperte da nebbia
ora sono una casa per me,
ma la mia casa è la pianura
e lo sarà sempre.
A volte tornerete
nelle vostre valli e nelle vostre fattorie
e non brucerete più
per essere compagni d’armi.

Attraverso questi campi di distruzione
battesimo del fuoco
Ho guardato tutta la vostra sofferenza
quando le battaglie infuriavano davvero
e anche se mi hanno fatto così male,
nella paura e nell’agitazione,
non mi avete mai abbandonato
oh,miei compagni!

Ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
E viviamo in mondi diversi,
anche se ne abbiamo soltanto uno.

Ora il sole è andato all’inferno
e la luna sta alta nel cielo
fatemi dire addio a voi.
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul tuo palmo.
Siamo davvero matti a far combattere
la guerra ai nostri compagni d’armi!

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09 novembre 2007
Commenti sì, commenti no...dì la tua
Allora, la cosa funziona così: anche se commentate, nessuno si deve preoccupare se il suo commento non si visualizza subito - esso se ne rimane tranquillo e nascosto in attesa che io, accertatane la natura, dia l'OK alla pubblicazione. Dopo essermi dannata una mattina, ho scelto di attivare la moderazione dei commenti di blogger, che da moderazione seria, non semplice esclusione di anonimi o eventuali nick, funziona così!
Lo so, magari rallenta le cose ed è un po' macchinoso e me ne spiace, ma chi mi conosce sono certa capirà quanto apprezzi la cosa; inoltre, per svariati motivi, il pc è accesso anche quando non sono connessa alla blogosfera, quindi qualche controllino random prenderò l'abitudine di farlo più frequentemente.
Ah sì, poi visto che vanno di moda i giochi, le catene di sant'Antonio o forse meglio, nel mio caso, di santa Rita, intesa come patrona della cause perse e soprattutto, che sono troppo stanca per trovare qualcosa di serio da scrivere ora, lancio, a chi la voglia raccogliere, questa specie di "sfida": perché ora dovrei lasciare aperti questi commenti? La domanda è seria, quindi datemi un buon motivo, eh.
Vi lascio qualche giorno per rispondere, se vi va.
Ciao.

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06 novembre 2007
Ehilà!
Ehilà!
Se non rispondo al commento, Macca ed eventuali altri futuri commentatori, visto che ho deciso, in via sperimentale, di provare a riaprire i commenti per un po', incrociando le dita! non è per maleducazione, è perché il filtro pare essere così impenetrabile che per il momento non consente neppure a me di commentare!
E' comunque un passo avanti rispetto al primo tentativo di filtrare, che bloccava proprio tutti indiscriminatamente, motivo per il quale all'epoca avevo rinunciato spossata alla lotta e mi ero rassegnata a chiudere bottega.
Spero solo funzioni altrettanto bene quando effettivamente serve...


Lascio qui anche un saluto d'addio a Enzo Biagi: poteva piacere o meno, ma avercene, uomini e giornalisti così...

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08 maggio 2007
Incubi
Lui sogna.
Da molto tempo non ha più la grazia di un sonno opaco nel quale sprofondare come in una massa buia e amorfa, profonda come il mare.
Sogna di sprofondare in pantani di palude; nessun amico che lo possa aiutare, perché è solo come lo sono i morti.
Sogna di prendere delle forbici e, conficcandosele nei polsi, nelle mani, tagliare a una a una arterie e vene dalle mani, per riguadagnare una possibilità di prendere le forbici e usarle, di prendere delle forbici e, conficcandole nei polsi, nelle mani, tagliare arterie e vene e poi guardare il sangue che sgocciola dal suo corpo.
Lui sogna.

(continuano Les ombres, da Tous les matins du monde)

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19 aprile 2007
Effetto Katrina
A chi mi dovesse casualmente leggere immagino non interesserà nulla, ma sto vivendo un piccolo, grande dramma. Approfittando della mia degenza ospedaliera, la mia amorosa famiglia ha deciso, con un aiuto prezzolato, di farmi un regalo, e ha spolverato uno ad uno i libri del mio studio: certamente un gesto gentile, anche tenuto conto che sono allergica alla polvere, ma quando si mettono le mani su alcune migliaia di libri altrui, che qualcun altro ha smistato e distribuito su lunghe pareti di scaffali traboccanti sino al soffitto, il livello di disastro che una mano estranea può creare è letteralmente inenarrabile! A parte la basilare regola che la costa dei libri, recante il titolo e l’autore del libro medesimo, pensavo fosse ovvio che va esposta in modo visibile, e non verso il muro, dove non serve a un benamato cavolo - ma evidentemente sbagliavo: non è ovvio! e infatti le file di libri paiono la bocca un po’ sdentata di una vecchietta, costellata di allegri spazi bianchi come denti superstiti, memori di tempi migliori, ahimé! laddove le malefiche mani che hanno squinternato la mia biblioteca hanno infilato placidamente i libri con la costa verso il muro. Iniziare a rimetterli come Dio comanda mi permette a questo punto di scoprire che lo spolvero - essendo lo spazio sugli scaffali ormai saturo da anni, sono passata da tempo alla fase successiva, quella dell’impilamento orizzontale dei libri sopra quelli infilati verticalmente - ha generato una famiglia di mostri.
Sono convinta, fra i vari testi apocrifi che ho raccolto, di avere anche il libro di Enoch, che devo consultare, così mi arrampico verso il settore dedicato alla storia delle religioni e in genere al cristianesimo - le eresie e l’inquisizione invece stanno da un’altra parte:allora perché un testo classico di Manselli sulla religione popolare e le eresie del XII secolo sta fra i romanzi arturiani e i testi di filologia romanza? -e trovo i Vangeli e le Apocalissi apocrife, e fin qui tutto parrebbe andare bene, poi un trattato sulle valenze terapeutiche delle fiabe in Jung, due saggi di Roland Barthes, un raccolta di fiabe slovacche e l’Anabasi di Senofonte. Comincio a sentirmi prendere dal terrore, e non ho ancora scoperto che buona parte dei libri “impilati” sono misteriosamente scomparsi, con ordine ovviamente del tutto casuale, negli spazi *dietro* a quelli disposti verticalmente. D’altra parte, ogni scaffale è largo 35 centimetri: hai voglia se c’è spazio di inghiottirsi un bel po’ di edizioni standard! e di Enoch e dei suoi angeli caduti, manco l’ombra. Non che ne senta la mancanza fisica - degli angeli caduti, intendo: parrà strano in un’epoca come questa, e da una che tendenzialmente si dichiara agnostica, anche se c’è M. che la sa lunga sul mio preteso agnosticismo, ma sulla realtà del male come entità fisica, ultimamente ho cominciato a interrogarmi seriamente, e l’idea che giri alla larga mi è di conforto. Niente battute scontate, non perché abbia incontrato di recente molte persone particolarmente sgradevoli o nocive, ma perché mi pare che l’idea possa avere un senso; sarà anche perché sono una bastian contraria... ma torniamo all’effetto Katrina sui miei libri. Prendo il coraggio a due mani e mi dirigo verso la sezione dedicata ai testi, per così dire, di lavoro: accanto ai testi per l’esame di abilitazione a giornalista, altri di business writing, il mitico Carlini, l’imprescindibile Calvino delle sei Lezioni Americane e parecchi testi di neurolinguistica, ecco comparire Lezioni di paleografia e svariati testi di Carlo Ginzburg, anche quelli meno ovvii, tipo Occhiacci di legno, o il pamphlet sul processo a Sofri; Sofri che peraltro fa capolino anche lui, coi suoi “Altri Hotel”.
Vorrei piangere, e crollo sulla scrivania: sopra Noam Chomsky e il suo “Alla corte di re Artù”.
A questo punto mi arrendo, meno male che c’è IBS: riordino il libro di Enoch (sarà mica il primo doppione che compro, complice la mia memoria a formaggio svizzero!) e me ne vado a guardare CSI. Magari scopro come far fuori l’assassino della mia libreria senza lasciare tracce...

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15 aprile 2007
Per te ...
La Fortuna
ha i suoi favori
da distribuire
il che è una buona cosa
dato che è passato tanto temo da
quell’estate a Brooklyn
quando bloccarono la strada
un giorno afoso
e i
POMPIERI
aprirono le sistole
e i ragazzi corsero nel getto
in mezzo alla strada ed eravamo
un paio di dozzine
là sotto
con l’acqua che spruzzava
fino
al cielo
e su tutti
noi
forse eravamo solo sei ragazzi tutt’insieme
a schiamazzare nudi
come ci avevano
fatti
e mi ricordo di Molly ma poi
i pompieri smorzarono le sistole
all’improvviso
e tornarono in caserma e noi
ricominciammo a giocare a pinnacolo
proprio come se nulla
fosse mai accaduto
mentre rivedo Molly guardarmi e
scappare a casa

perché credo che in realtà noi due fossimo i soli quel giorno

Lawrence Ferlinghetti

Lo so, lo so che rendere la versificazione tutta particolare di Ferlinghetti è un problemaccio, soprattutto con un blog che ti allinea tutto quello che tu avevi disposto con cura come l’autore lo aveva immaginato sulla pagina bianca, ma resta, credo, intatto ugualmente l’incanto e la nostalgia di questo flash: te lo ricordi ancora, quel pomeriggio a Brooklyn, prima che scappassi via?

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07 aprile 2007
Dopo lo Tsunami

Prima di tutto voglio ringraziare ancora una volta tutti coloro che mi hanno voluto testimoniare affetto e stima, in un momento particolarmente difficile della mia vita.
L'amico Léon, come promesso, nonostante i molti impegni, ha trovato con Bucky il tempo di venirmi a trovare tutti i giorni, e mi ha portato fedelmente ogni vostra parola. Mi hanno aiutato, e sono state molto gradite.


Dopo tre episodi superficiali, questa volta la trombosi si è formata in una vena profonda: non so perché, né lo sanno i medici che mi hanno curata in questi giorni. Non sono riusciti a stabilire neppure da dove siano partiti gli emboli che mi hanno bloccato entrambe le arterie polmonari principali, e i rami delle diramazioni lobari e segmentarie, soprattutto alle base dei polmoni, dove gli alveoli iniziavano anche a riempirsi di liquido. Questo significa che da qualche parte, nel mio corpo, il sangue si è coagulato in una vena profonda, e pezzi di questo coagulo si sono staccati, hanno viaggiato nel mio sangue venoso sino ai polmoni e si sono incastrati nei vasi polmonari, impedendo al sangue di ossigenarsi; inoltre le mie basi polmonari iniziavano ad avere un edema, riempiendosi di liquido, il che significa, in pratica, che avrei potuto annegare nei miei polmoni.
Ora ho davanti a me un anno, minimo, di terapia scoagulante come prevenzione per altri episodi.
Sospetto che la Pasqua (Auguri a tutti!), coi suoi tre giorni di inutilità pratica, mi abbia aiutato a accorciare una degenza che è stata pesante: durante i giorni in ospedale ci sono stati due decessi, e comunque i reparti di medicina, così tristemente simili a cronicari per malati terminali o quasi, si sa che sono i più tristi e squallidi degli ospedali.
Questo è il terzo giorno che passo senza la mascherina dell’ossigeno: mi muovo un po’, anche come misura preventiva e per aiutare l’ossigenazione naturale del sangue, ma ovviamente mi stanco ancora in fretta.
Ci sono momenti nei quali la consapevolezza della nostra mortalità, prima o poi, mi ha trovato molto rassegnata, e pensierosa. E’ la carne che impara certe verità - poi al cervello tocca elaborarle e digerirle. Io ci sto provando da tempo, da quando la mia mortalità mi ha lasciato la prima cicatrice ben visibile, dopo quattro ore di sala operatoria, molti anni fa, e ancora non ci riesco.
Lotto con l’Angelo, vicino al pericoloso passo del Yabbok, ma non ho ancora avuto la mia benedizione. Ormai dubito la riceverò mai, e che la notte si trasformerà in giorno, e la presa dell’Angelo in abbraccio, come nella scultura di tanti artisti medievali, e in quella in alabastro di Jacob Epstein conservata alla Tate Gallery.
Diciamo che più che nella lotta dinamica e quasi spietata di Delacroix nella cappella degli Angeli in Saint-Sulpice a Parigi (quella, per capirci, che fa da template al mio blog), in questo momento mi riconosco nel senile Giacobbe, che pare attendere una vivificazione dall’Angelo sorridente e ricciuto del quadro di Pier Francesco Mazucchelli, detto il Morazzone, che si può ammirare nella quadreria dell’arcivescovado di Milano. Vorrei che l’Angelo mi portasse via, via di qua, in vortice rivivificatore, ma ciò che è possibile agli artisti, pur se parla al nostro cuore, raramente è concesso agli umani.
Pasqua è la festa della religione cristiana più importante: è la festa della resurrezione, della rinascita.
Non l’ho mai sentita così estranea.
Per questo riporto qui un brano di Thomas Merton, scrittore, saggista e monaco trappista americano,(trappisti sono monaci cistercensi riformati) sia perché sono singolarmente, ed inquietantemente simili a parole che scrissi, in un diario negli anni dell’Università, e già questo mi ha colpito molto, sia perché le continuo a sentire vere, nonostante siano passati molti anni da allora, che avrebbero potuto farmi cambiare idea, anche perché da allora ho avuto la fortuna di essere molto amata.

“La solitudine più vera non è qualcosa che sta al di fuori di te, non è un’assenza di persone e di suoni attorno a te: è un abisso che si apre nel centro della tua stessa anima. E questo abisso di solitudine è creato da una fame che non sarà mia saziata da alcuna cosa terrena. L’unica via per scoprire la solitudine è mediante la fame e la sete e il dolore e la povertà e il desiderio, e l’uomo che ha trovato la solitudine è vuoto, come se fosse stato svuotato dalla morte. E’ avanzato al di là di ogni orizzonte. Non rimane più nessuna direzione che orienti il suo viaggio. Questo è un paese il cui centro è ovunque e la circonferenza non è da nessuna parte. Non lo trovi viaggiando, ma rimanendo fermo.”

(Thomas Merton
Seeds of Contemplation
, London, 1960)


(la musica di Neil Youg è tratta da un film che amo moltissimo, Dead man, di Jim Jarmusch: un western in uno splendido bianco e nero, che con la cadenza di una tragedia greca sfrutta il mito del grande Ovest, per raccontare il viaggio di un giovane uomo verso la propria, epica morte. Un'altra Lotta con l'Angelo; un'altra benedizione che non verrà mai, anche se il funerale del protagonista, abbandonato al fiume su di una canoa, è degno di quello di un eroe mitologico, come noi non avremo mai...)

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01 aprile 2007
La Parda Flora
La Parda Flora, da venerdì mattina, si trova in ospedale per un'embolia polmonare massiva e, al momento, non sa quando potrà riprendere ad aggiornare questo blog. Sarà mia cura recapitarle saluti e messaggi...
Spero di potervi aggiornare presto con buone notizie.
Purtroppo non si tratta di un Pesce d'Aprile.
Leon

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postato da la Parda Flora alle 07:00  

 

29 marzo 2007
Ma insomma, io DICO...
Se c'è una cosa che la storia insegna davvero con ferocia è che chi guarda indietro, anziché avanti, è destinato a finire in molti brutti guai:lo scoprì, per esempio Bonifacio VIII, che non rendendosi conto che i tempi di Gregorio VII ed Enrico IV
erano terminati da un bel po' si pigliò una bella sgrungnata sul muso ad Anagni - seconda la leggenda da Guglielmo di Nogaret - e leggenda o meno, morì molto male, con la bocca piena di maledizioni e anatemi, dopo la prigionia francese, subì dopo la morte la vergogna di un processo ad opera dei Francesi, e contribuì a dare origine a uno dei periodi non proprio fra i più onorevoli e dignitosi per l'istituzione papale. Tutto per non aver capito che i tempi del Sole e della Luna e delle Crociate erano finiti da mo'...
Ora, qualcuno vorrebbe cortesemente dire a Monsignor Giuseppe Anfossi e alla CEI che, è pur vero che l'attuale papa s'è scelto Benedetto come nome, ma la bolla Non expedit e il giuramemnto antimodernista sono, grazie a Dio, è proprio il caso di dirlo! anticaglie sparite, proprio per volere pontificio, da quasi un secolo, e sarebbe francamente meglio lasciarle lì dove stanno?

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