17 settembre 2010
...
Come detesto sapere le cose e non poterne parlare!

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08 maggio 2007
Incubi
Lui sogna.
Da molto tempo non ha più la grazia di un sonno opaco nel quale sprofondare come in una massa buia e amorfa, profonda come il mare.
Sogna di sprofondare in pantani di palude; nessun amico che lo possa aiutare, perché è solo come lo sono i morti.
Sogna di prendere delle forbici e, conficcandosele nei polsi, nelle mani, tagliare a una a una arterie e vene dalle mani, per riguadagnare una possibilità di prendere le forbici e usarle, di prendere delle forbici e, conficcandole nei polsi, nelle mani, tagliare arterie e vene e poi guardare il sangue che sgocciola dal suo corpo.
Lui sogna.

(continuano Les ombres, da Tous les matins du monde)

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15 aprile 2007
Per te ...
La Fortuna
ha i suoi favori
da distribuire
il che è una buona cosa
dato che è passato tanto temo da
quell’estate a Brooklyn
quando bloccarono la strada
un giorno afoso
e i
POMPIERI
aprirono le sistole
e i ragazzi corsero nel getto
in mezzo alla strada ed eravamo
un paio di dozzine
là sotto
con l’acqua che spruzzava
fino
al cielo
e su tutti
noi
forse eravamo solo sei ragazzi tutt’insieme
a schiamazzare nudi
come ci avevano
fatti
e mi ricordo di Molly ma poi
i pompieri smorzarono le sistole
all’improvviso
e tornarono in caserma e noi
ricominciammo a giocare a pinnacolo
proprio come se nulla
fosse mai accaduto
mentre rivedo Molly guardarmi e
scappare a casa

perché credo che in realtà noi due fossimo i soli quel giorno

Lawrence Ferlinghetti

Lo so, lo so che rendere la versificazione tutta particolare di Ferlinghetti è un problemaccio, soprattutto con un blog che ti allinea tutto quello che tu avevi disposto con cura come l’autore lo aveva immaginato sulla pagina bianca, ma resta, credo, intatto ugualmente l’incanto e la nostalgia di questo flash: te lo ricordi ancora, quel pomeriggio a Brooklyn, prima che scappassi via?

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12 aprile 2007
Magari...
Istanti


Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.

Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Ché, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.

Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges

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27 marzo 2007
Totus mundus agit histrionem
IL mondo è tutto
un palcoscenico, e uomini e donne, tutti, sono attori;
hanno proprie uscite e proprie entrate; nella vita
un uomo interpreta più parti, ché gli atti
sono le sette età. Primo, il bambino sbava
e piange in braccio alla nutrice, poi lo scolaro,
piagnucoloso, con la sua cartella
e il volto infreddolito dal mattino,
che si trascina svogliato, come una lumaca,
verso la scuola; e poi l’amante: sospira
come una fornace la ballata triste
composta per il sopracciglio dell’amata; e poi
il soldato, pieno di strampalate imprecazioni,
baffuto come un gattopardo, geloso dell’onore,
impulsivo e pronto al litigio, sempre alla ricerca,
anche nella bocca del cannone, d’una reputazione
da quattro soldi; e poi il giudice, pancia rotonda,
piena di bei capponi, occhio severo, e rasatura
a dovere, saggio acume, pedanteria aggiornata,
recita la sua parte; la sesta età ti trasforma
in un debole pantalone in ciabatte,
le lenti al naso e una borsa al fianco,
calzoni d’un tempo ancora conservati,
un mondo troppo largo per le sue gambe rinsecchite,
e la voce, da maschi, di nuovo ridotta
al falsetto infantile: striduli fischi
dal suono incrinato; l’ultima scena, infine,
a conclusione di questa varia strana storia,
è una seconda infanzia, puro oblio,
senza denti, occhi, gusto, senza niente.

Jacques
“Come A VOI piace” (As You Like It)
II.VII
William Shakespeare


Se tutto il mondo è un palcoscenico, un più o meno insulso teatrino, VOI, per VOI, che parte scegliete?

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21 marzo 2007
Ops...
...dimenticavo: io mi sento completamente stupida, è ovvio!

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17 marzo 2007
Non che marzo sia poi questo granché meglio...
La sepoltura dei morti

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L'inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.
L'estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
E bevemmo caffè, e parlammo un'ora intera.
Bin gar keine Russin, stamm' aus Litauen, echt deutsch.
E quando eravamo bambini stavamo presso l'arciduca,
Mio cugino, che mi condusse in slitta,
E ne fui spaventata. Mi disse, Marie,
Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
Fra le montagne, là ci si sente liberi.
Per la gran parte della notte leggo, d'inverno vado giù.

Quali sono le radici che s'afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell'uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d'immagini infrante, dove batte il sole,
E l'albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L'arida pietra nessun suono d'acque.
C'è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all'ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall'ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall'ombra
Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

T.S.Eliot
1922

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12 marzo 2007
Dubbi
In fondo, cos'è Amore, se non una lacrima di cera caduta dalla bugia di Psiche?
Brucia un po', ma poi se ne va...

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20 febbraio 2007
Stephen Jeffreys - The libertine (il mio "chi sono")
Consentitemi di essere esplicito fin dall’inizio: non credo che vi piacerò. I signori proveranno invidia e le signore disgusto. Non vi piacerò affatto, non vi piacerò ora e vi piacerò ancor meno in seguito...
Questo è tutto. Questo è il mio prologo: nessuna rima e nessun decoro. Non era quello che vi aspettavate, spero.
Sono John Wilmot, il secondo conte di Rochester e non ho - alcuna - intenzione - di piacervi..

Dovete acquisire il dono di ignorare coloro ai quali non piacete. Per mia esperienza, coloro ai quali non piacete sono divisi in due categorie: gli stupidi e gli invidiosi. Gli stupidi vi apprezzeranno fra cinque anni, e gli invidiosi mai

Io non voglio far arrabbiare nessuno, ma devo dire quello che penso, perché quello che penso credo sia molto più interessante del mondo fuori della mia mente...
Io non provo niente nella vita.
(Perciò) Non ti perdonerò mai per avermi insegnato ad amare la vita.
...
E così finalmente giace il convertito sul punto di morte, il pio libertino: non avevo mezze misure, non è vero?
Datemi del vino e dopo l’ultima goccia getterò la bottiglia vuota nel mondo. Mostratemi Nostro Signore in agonia e salirò sulla croce, per togliergli i chiodi e metterli nei miei panni.
Eccomi qua, che abbandono il mondo a fatica, sgocciolando la mia saliva su una bibbia.
Guardo in una cruna d’ago, e vedo gli angeli danzare.
Ebbene, vi piaccio adesso?Vi piaccio adesso?
Vi piaccio adesso?
Vi piaccio adesso?
Vi piaccio adesso?
Vi piaccio adesso?

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03 febbraio 2007
Meditazioni
Ho passato la giornata di giovedì,come ormai è diventato piuttosto familiare, in pronto soccorso...la mia vicina di lettiga aveva un cancro all'intestino, tre inteventi, metastasi ai polmoni, che le riducevano profondamente la capacità di ventilazione, ed era al suo secondo ciclo di chemioterapia, sfinita e disperata. Per quella che è la mia cultura medica, è uno zombie in attesa di morire...le sono stata accanto tutto il tempo dell'attesa delle mie analisi, sono riuscita persino a farla ridere, cosa della quale mi ha ringraziato più volte, sapendo quanti giorni allucinanti la aspettano.
Io credo che la sua prognosi sia infausta...spero di sbagliare, ma mi sarei messa a piangere con lei, e le avrei donato volentieri almeno un giorno sereno dei miei, così rari, perchè il suo dolore mi lacerava l'anima...e essendo a mia volta malata da anni, vi assicuro che non parlo tanto per farlo!
Ieri G. ha ricominciato, nonostante tutto, il suo secondo ciclo di chemioterapia, e io non posso fare a meno di pensare a lei... le ho telefonato, ma immagino stia dormendo per riprendrsi dallo sfinimento...
Passare un giorno in pronto soccorso, come ultimamente mi accade piuttosto spesso, sta facendomi riflettere su tante cose, a partire dal dolore degli altri, che a volte è più insopportabile del proprio!

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16 gennaio 2007
Ti aspetto...
Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare


Alda Merini

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08 gennaio 2007
Oggi non ho voglia di scrivere niente...
Che te ne fai di un titolo?

Non ce la fanno,
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa..
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l'amore,
respingono l'odio,
respingono, respingono.
Non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno
una lunga fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole
i belli si trovano nell'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perché se ne sono andati,
erano tanto
belli.
Non ce la fanno,
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto al sole
nel parco
C. Bukowski

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07 gennaio 2007
A rivederci...
Questo blog si unisce al lutto di Eriadan e al dolore di tutti coloro che, come Paolo e come me, non si vergognano di ammettere che è un vero lutto anche la morte del proprio amico animale.
E chi sostiene che gli animali non hanno anima, non ne ha mai conosciuto davvero uno, e forse non conosce neanche il Dio creatore...

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06 gennaio 2007
Settanta splendidi anni!
Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri...
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche
e di uomini che ti sono piaciuti...

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
good luck my babe,
it's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
I dream of you...
chips, chips, du-du-du-du-du

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo...
via, via, non perderti per niente al mondo
lo spettacolo d'arte varia
di uno innamorato di te...

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful...

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
pieno di uomini...
via, entra e fatti un bagno caldo,
c'è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo...

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful...


Paolo Conte

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05 gennaio 2007
Di Pacs e di amore: riflessioni in libertà...
Partiamo da un dato di fatto: il mio più caro, amato amico era omosessuale. Abbiamo condiviso vent’anni di rispetto e reciproco affetto profondissimi, poi, anche per la ottusità del mondo, la vita ci ha allontanati, ma la cosa per me appartiene agli eventi più negativi e dolorosi della vita..
So di aver perso un fratello, il fratello che non ho avuto mai e ho sempre desiderato, e scusate se è poco.
Quante volte mi ha abbracciato, donandomi senza chiedere nulla quella comprensione e quell’amore accogliente e pietoso - sì, amore - che neppure il mio compagno riusciva a darmi...
Eppure, per i maligni o gli individui in mala fede, specifico che non c’era nulla di erotico, né tanto meno sessuale, in ciò: c’era amore, fraterno, amicale, quello che i cristiani chiamerebbero agape, disposto a tutto per l’altro, e mi ritengo fortunata e onorata di aver goduto di questo privilegio per vent’anni, anche se ancora lo rimpiango...
Quando suo padre è stato operato, c’ero io, con la madre e lui, fuori dalla sala operatoria, ad aspettare e cercare di tenere l’atmosfera alta... quando c’erano goliardate da coprire per nascondere a chi non doveva sapere, la verità, c’ero ancora io, che mi sono scapicollata più di una volta, volentieri, senza mai permettermi di giudicare.
Quando fui operata per un sospetto cancro, con i miei genitori c‘era lui, e mia madre ricorda ancora sia il lieve buffone che tentava di alleggerirle l’attesa di ore, sia il gesto gentile di andarle a prendere il caffè ben zuccherato, per aiutarla ad aspettare la fine dell’intervento. E il primo ricordo del mio risveglio dall’anestesia, dopo cinque ore di operazione, fu la sua faccia affettuosa che mi diceva, da quel perfetto giullare che era: congratulazioni, ragazza - è un maschio di quattro chili!
So che il mio amico fu molestato da bambino, anche se la sua situazione familiare era da manuale - madre forte e padre inesistente - perché me ne raccontò, in un pomeriggio d‘autunno mentre le foglie di quegli stessi giardinetti dove aveva subito molestie, volavano nell’aria in attese di marcire.
Ma non è questo il punto: al momento della leva, lui si negò la facile scappatoia dell’omosessualità perché non la riconosceva, orgogliosamente, come malattia. Non so se avesse ragione, so che, a causa del corso ufficiali, questo fece sì che io dovessi rinunciare ad averlo testimone alle mie nozze, e che ciò fu un dolore per entrambi.
Le mie questioni con il Dio, ritengo riguardino solo me, anche se a volte mi permetto giudizi o valutazioni forse non proprio ortodosse. A questo punto della mia vita, dopo tanto dolore che io sola conosco, e un po’ qualche amico, e penso soprattutto a un signore implacabile quasi quanto me, al quale voglio molto bene e che si chiama Mario... mi reputo agnostica: meglio cercare una strada, che abbandonare per sempre vigliaccamente il cammino, che oltre tutto non è neppure nel mio carattere combattivo.

Tutto questo nasce da un “fondo“ di Scalfari che mi ha fatto ricordare e riflettere. Scalfari parla dei diversi e del dovere cristiano di amarli. Io, non avendo fatto altro, non posso che essere d’accordo con lui. Scrive Scalfari che alcune delle lettere ricevute “si concentrano sull'amore del prossimo. “Il prossimo - così mi scrivono questi lettori - non si compone di diversi ma, appunto, di 'prossimi', cioè di nostri simili. Possono essere più deboli, ammalati, infinitamente poveri e derelitti, ma comunque simili. Quella somiglianza è radice comune e suscita, deve suscitare, la nostra com-passione, superare e vincere il nostro egoismo.
Ma la questione è diversa per i diversi. .
I quali sono tali non per errori o ingiustizie della società alle quali va posto riparo, ma per loro libera scelta. Hanno scelto di essere diversi. E l'hanno scelto in un aspetto delicatissimo, quello dell'amore sessuale. Amore contro natura.”

L’antropologia e l’ etnologia ci insegnano, a volerle ascoltare, che il modello di famiglia, lungi dall’essere univoco, è vario come le culture che lo hanno prodotto. Con il che non voglio rinunciare ad un padre e a una madre, ma voglio solo tentare di scalfire le certezze granitiche di coloro che hanno il timore ossessivo di confrontarsi con realtà diverse da quelle che conoscono. Perché, temo proprio, ne uscirebbero con le corna rotte!

Le famiglie monogamiche, quelle che per noi oggi sono ovvie, non lo erano appena un secolo fa, nel meridione d’Italia per esempio, quando invece la famiglia era allargata perché si basava sul principio economico della mezzadria. A testimoniare che, anche ciò che riteniamo inscalfibile, si scontra sovente, e ha la peggio! con la storia e con la economia. Ciò che infatti l’antropologia culturale, faticosamente, dalla sua nascita e con molti errori, ci ha insegnato, è che non esiste un solo modello valido per tutte le situazioni culturali, e non esiste un modello che sia migliore degli altri, in tutte le situazioni culturali.
Ciò naturalmente non ci vieta di avere le nostre convinzioni, ma, si auspica, dovrebbe allargare la nostra mente, portandola ad accettare che le realtà con le quali essa si deve confrontare sono molte di più e molto diverse da quelle alle quali siamo abituati a pensare. Insomma, ad avere qualche certezza in meno e qualche dubbio in più.
Per esempio, presso i Nayar del Messico, le madri non si prendono necessariamente cura dei figli che hanno generato. Perché scandalizzarsi? qual è il numero di tate e bambinaie presso la nostra società? se ci sforziamo di essere onesti intellettualmente, scopriremo che la differenza fra le madri Nayar e le madri lavoratrici della società attuale è molto meno marcata di quanto vorremmo (o ci farebbe comodo credere in un primo momento).
Non mi si fraintenda: ho ben chiaro qual è il tipo di società nella quale viviamo. Vorrei solo che la si smettesse di usare le foglie di fico che andavano tanto di moda qualche secolo fa: per fortuna siamo cresciuti! O almeno si spera...
E’ vero che il modello poliginico, appartenete per esempio alla cultura araba, anche se meno diffuso di quanto si creda, rivela tutte le crepe che insidiano le unioni umane, ma è pur sempre un modello esistente e diffuso.
Così come è diffuso il modello familiare nel quale il figlio non ha un padre riconosciuto, ma è figlio dell’intera comunità.
Se vorrete riflettere un attimo, vedrete che non incontriamo modelli poi così diversi dai nostri tanto esecrati Pacs, etero o omosessuali, che così ci appaiono sperimentati da secoli da culture, questo sì, diverse dalle nostre, ma dove il diverso è tale soprattutto perché si inserisce in genere nella nostra ottica colonialista, che ama pensare l'altro sia peggiore di noi, ma non vuol dire necessariamente che ciò sia vero.

Si potrebbe concludere, domandandosi, fra tanti modelli e scelte, che c’entrino Pacs e amore?
Ma non vi pare, forse, che non esista sentimento più meritevole in ogni sua forma di essere salvaguardato e protetto?

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02 gennaio 2007
E per non perdere lo slancio: I believe I can fly! (e vorrei portarvi tutti lassù !...)
Con un pensiero molto speciale per N....


I used to think that I could not go on
And life was nothing but an awful song
But now I know the meaning of true love
I'm leaning on the everlasting arms

If I can see it, then I can do it
If I just believe it, there's nothing to it

- I believe I can fly
I believe I can touch the sky
I think about it every night and day
Spread my wings and fly away
I believe I can soar
I see me running through that open door
I believe I can fly
I believe I can fly
I believe I can fly


See I was on the verge of breaking down
Sometimes silence can seem so loud
There are miracles in life I must achieve
But first I know it starts inside of me, oh

If I can see it, then I can be it
If I just believe it, there's nothing to it
I believe I can fly
I believe I can touch the sky
I think about it every night and day
Spread my wings and fly away
I believe I can soar
I see me running through that open door
I believe I can fly
I believe I can fly
I believe I can fly





Hey, cuz I believe in me, oh

If I can see it, then I can do it
If I just believe it, there's nothign to it

I believe I can fly
I believe I can touch the sky
I think about it every night and day
Spread my wings and fly away
I believe I can soar
I see me running through that open door
I believe I can fly
I believe I can fly
I believe I can fly


Hey, if I just spread my wings
I can fly
I can fly
I can fly, hey
If I just spread my wings
I can fly
Fly-eye-eye


E appena mi riprendo dal "colpo della strega" (ho anche una mezza idea di chi potrebbe essere la strega
;-)))
- uno dice - cominciamo l'anno in bellezza! E c'è sempre la meschina frustrata che cerca di rovinarti tutto...una abita persino nel mio palazzo...)
vi metto anche il sonoro, che merita proprio...

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01 gennaio 2007
Oh Happy day!
Liberi di non crederci, ma sono finita trascinata sul palco a cantarla e ballarla con loro,assieme a tante bellissime altre,loro, gli Angels in Harlem Gospel Choir come li hanno ribattezzati gli U2 dopo che nel 1988 avevano inciso assieme la loro bellissima "I still haven't found I'm looking for", letteralmente scaraventata da uno dei ragazzi (seconda fila, primo da sinistra) in prima fila tutta sola...
ecchecavolo, i miei anni di danza jazz sono finalmente serviti a qualcosa, anche se con una ventina di anni di ritardo
(anche se non mi sarei mai fatta così impavida! e per un attimo ho temuto l'infarto)...
;-)

Che vi devo dire: superlativi, trascinanti, di una simpatia ed energia positiva straripante! Anche se dal vivo non c'è paragone.
Non ho altri aggettivi, e assolutamente liberatorio ed entusiasmante abbracciarli, pregare e ballare con loro.
Fra tanti: Enjoy your life! Love, peace and Jesus ed Happy new year...cosa dire? Speriamo che ci sia anche quello giusto!


BUON 2007, A TUTTI, DI TUTTO CUORE!




Oh happy day
Oh happy day
Oh happy happy day;
Oh happy dayWhen Jesus washed
Oh when he washed
When Jesus washed
He washed my sins away!
Oh happy day
Oh happy day
Oh happy day
Oh happy day
When Jesus washed
Oh when he washed
When Jesus washed
He washed my sins away!
Oh happy day
Oh happy day

He taught me how
He taught me
Taught me how to watch
He taught me how to watch
and fight and pray
fight and pray
yes, fight and pray

And he'll rejoice
and He'll, and He'll
rejoice in things we say
and He'll rejoicein things we say
things we say
yes, things we say

Oh happy day, Oh happy day
Oh happy day, Oh happy day
Oh happy day
Oh happy day

Oh happy day, Oh happy day
When Jesus washed
Oh when he washed
He washed my sins awayHe tought me how
to watch, fight and pray
fight and pray
Oh happy day, Oh happy day
When Jesus washed
Oh when he washed
He washed my sins awayWe´ll live rejoicing
ev´ry day, ev´ry day
Oh happy day, Oh happy day
When Jesus washed
Oh when he washed
He washed my sins away

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20 dicembre 2006
Non voglio fare l'imperatore - lo dicesse chi penso io...
"Mi dispiace. Ma io non voglio fare l’imperatore. No, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi, esseri umani, dovremmo aiutarci sempre; dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica.
Ma noi lo abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca a far le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi; la macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari, ci serve umanità.
Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza
.
Senza queste qualità, la vita è violenza, e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti. La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne , bambini disperati.
Vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico: non disperate, l’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero. L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.
E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti! Uomini che vi sfruttano! Che vi dicono come vivere! Cosa fare! Cosa dire! Cosa pensare! Che vi irreggimentano! Vi condizionano! Vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima!
Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate coloro che odiano solo quelli che non hanno l’amore altrui
.
Soldati! Non difendete la schiavitù! Ma la libertà!
Ricordate,
Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere: mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse son liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere! Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole; un mondo in cui la scienza e il progresso, diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!"

Il barbiere ebreo (Charlie Chaplin), sosia del dittatore nazista Adenoid Hynkel, ne Il grande dittatore, di Charlie Chaplin

Meditate, gente, meditate...
Grazie alla certosina pazienza di Steve

E ancora in sottofondo Yussuf Islam, che conoscevamo molti anni fa come Cat Stevens, con una canzone contro la guerra, di molti anni fa, ma ancora attuale. Quando il Dio, chiunque sia, ti dona un talento, il peccato più grave che puoi fare è seppellirlo come non esistesse.

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Now I've been happy lately, thinking about the good things to come
And I believe it could be, something good has begun

Oh I've been smiling lately, dreaming about the world as one
And I believe it could be, some day it's going to come

Cause out on the edge of darkness, there rides a peace train
Oh peace train take this country, come take me home again

Now I've been smiling lately, thinking about the good things to come
And I believe it could be, something good has begun

Oh peace train sounding louder
Glide on the peace train
Come on now peace train
Yes, peace train holy roller

Everyone jump upon the peace train
Come on now peace train

Get your bags together, go bring your good friends too
Cause it's getting nearer, it soon will be with you

Now come and join the living, it's not so far from you
And it's getting nearer, soon it will all be true

Now I've been crying lately, thinking about the world as it is
Why must we go on hating, why can't we live in bliss

Cause out on the edge of darkness, there rides a peace train
Oh peace train take this country, come take me home again

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Ultimamente sono stato felice pensando alle cose belle che accadranno
e penso che potrebbe essere iniziato qualcosa di buono
Oh, ultimamente ho sorriso sognando il mondo come un tutt'uno
e credo che sia possibile
Arriverà un certo giorno perchè la fuori al limite della notte
là viaggia un treno della pace, raggiungi questo posto
Vieni a riportarmi a casa

Ultimamente ho sorriso pensando alle belle cose che accadranno
E credo che potrebbe essere iniziato qualcosa di buono
Oh treno della pace, che fischi più forte
Sgusciate sul treno della pace
Vieni adesso, treno della pace, sacre ruote
Tutti saltano sul treno della pace
Vieni adesso treno della pace
Mettete i bagagli tutti assieme
Andate a prendere anche gli amici
Perchè si avvicina e presto sarà da voi.
Venite a unirvi alla vita
Non è lontana da voi
E si avvicina e presto sarà tutto vero
Oh treno della pace, che fischi sempre più forte
Sgusciate sul treno della pace
Vieni adesso, treno della pace!!

Ultimamente ho pianto
Pensando al mondo com'è realmente
Perchè dobbiamo odiarci?
Perchè non possiamo vivere in pace?
Perchè là fuori, al limite della notte, là corre un treno della pace
raggiungi questo posto, vieni a riportarmi a casa

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postato da la Parda Flora alle 10:37  

 

16 dicembre 2006
Sarà l'avvicinarsi del Natale...
Che te ne fai di un titolo?

Non ce la fanno,
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa..
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l'amore,
respingono l'odio,
respingono, respingono.
Non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno
una lunga fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole
i belli si trovano nell'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perché se ne sono andati,
erano tanto
belli.
Non ce la fanno,
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto al sole
nel parco
C. Bukowski

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postato da la Parda Flora alle 10:58  

 

06 dicembre 2006
Innocenza
“Quando era ancora piccolo, per alcuni anni aveva pensato che il momento più importante della vita fosse la nascita. Ricordava la festa per la nascita degli agnellini, che suo padre colorava sulla schiena di azzurro, perché non si perdessero, o qualche ladro li sottraesse alle madri. Quel colore che tingeva il prato era uno dei suoi ricordi infantili più vividi.
Poi aveva creduto, col passare degli anni e l’entrata in convento, che fosse la morte, il momento più importante nella vita di un uomo, quello della sua nascita vera, nella fede di Cristo l’Ebreo.
Ma ora che essa si avvicinava, iniziava a credere che il momento più importante di una vita fosse quello nel quale si perde l’innocenza, e più invecchiava, e più lo credeva.”

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postato da la Parda Flora alle 19:07  

 

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