22 giugno 2007
Koan
Tutti gli uomini che furono generati, dalla creazione del mondo sino ad adesso,
sono polvere alla ricerca di Dio: chi è o come è.
Ma non l’hanno trovato...

Credo che ognuno di noi nasca con un suo koan da sciogliere.

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postato da la Parda Flora alle 18:46  

 

19 giugno 2007
La vita segreta delle parole
La vita segreta delle parole è uno strano film, della regista catalana Isabel Coixet prodotta da Almodovar.
E' un film che parla in realtà più coi silenzi che con le parole... essendo molto europeo, ha ovviamente ottenuto pareri discordi, da critica e pubblico, che temo si sia un po' assuefatto a ritmi e regia e montaggio che seguono schemi prevalentemente statunitensi - a me è piaciuto, sia per il tema trattato, che mi ha trovato molto vicina, proprio geograficamente, sia per il modo scelto per trattarlo. Fra l'altro dimostra una cosa della quale sono convinta da tempo: l'orrore delle cose narrate è decisamente peggiore di quello delle cose mostrate. Ma non dirò di più, per chi non avesse visto il film, e decidesse di curiosare.


"Ci sono così poche cose laggiù: la luce, il gas, il silenzio, Adesso. Un attimo fa.
...Bisogna ammazzare il tempo prima che sia il tempo ad ammazzare noi...Onda dopo onda, sempre le stesse...”
Così pensa l'indecifrabile ed ossessiva-compulsiva protagonista Anna, sull'elicottero, avvicinandosi alla piattaforma petrolifera.

E mentre si dondola su una delle due altalene, presenti sulla piattaforma, assieme al cuoco Simon, che si diverte a cucinare ogni giorno un piatto di un Paese diverso, e mentre cucina, ascolta anche la musica di quel Paese, in un immaginario giro del mondo, per non impazzire, per sfuggire alla prigione di onde e isolamento della piattaforma, fra Anna e Simon c'è questo colloquio.

Anna...
Sì?...Cosa?
Niente.
(Anna ride e insiste)
Cosa?
Niente...

(Dopo una manciata di secondi di silenzio)

Simon...
Sì?... Cosa?
Niente.
Dài, cosa?
Davvero. Niente...
(Anna e Simon ridono; le loro altalene ora dondolano sincrone fra di loro).


Sostiene lo scrittore vietnamita Lê Thi Diem Thúy:
"Lascia che la parola sia umile, lascia che si sappia che il mondo non è cominciato con parole, ma con due corpi stretti l'uno all'altro, uno che piange e l’altro che canta". Mentre il pittore e scrittore americano John Berger scrisse, più o meno: “le debolezze degli altri sono come le nostre – la conseguenza di aver vissuto”.


Su tutto questo, la voce rasposa di Tom Waits in
All the world is green,


I fell into the ocean
When you became my wife
I risked it all aganist the sea
To have a better life
Marie you're the wild blue sky
And men do foolish things
You turn kings into beggars
And beggars into kings

Pretend that you owe me nothing
And all the world is green
We can bring back the old days again
And all the world is green

The fase forgives the mirror
The worm forgives the plow
The questions begs the answer
Can you forgive me somehow
Maybe when our story's over
We'll go where it's always spring
The band is playing our song again
And all the world is green

Pretend that you owe me nothing
And all the world is green
We can bring back the old days again
And all the world is green

The moon is yellow silver
Oh the things that summer brings
It's a love you'd kill for
And all the world is green

He is balancing a diamond
On a blade of grass
The dew will settle on our grave(s)
When all the world is green

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postato da la Parda Flora alle 11:25  

 

18 giugno 2007
Della pesantezza
"Tutti i segreti sono profondi.
Tutti i segreti sono oscuri.
Perché è questo che sono i segreti..."

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postato da la Parda Flora alle 11:20  

 

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