25 novembre 2010
Incredibile: Capezzone condanna l'azione della polizia
"Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone ha commentato: "È veramente incredibile che si tenda a minimizzare quello che sta accadendo in diverse città d'Italia. Chi porta caschi, mazze e scudi non è uno studente, ma un teppista".
Non avevamo dubbi sull'infiltrazione da parte di provocatori prezzolati: purtroppo, è storia decisamente vecchia.

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 15:22  

 

23 settembre 2010
Si salvi chi può!
Leggo i giornali e ho sempre più la sgradevole impressione che la legge Basaglia in realtà la stiano applicando ora: infatti, le gabbie dei matti sono state vistosamente aperte, fra Università padane, lanci di letame politico e altre sgradevoli amenità. Si salvi chi può!

Etichette: ,

postato da la Parda Flora alle 13:33  

 

14 settembre 2010
Nucara dice di non sapere se nel gruppo ci saranno esponenti di Futuro e Libertà e sostiene di non aver avuto alcuna promessa da parte del premier. "Che cosa mi ha promesso? Niente - risponde dopo il lungo colloquio con Berlusconi - io ho sempre votato la fiducia e credo, da buon calabrese, che la gratitudine sia un valore. Se non fosse stato per Berlusconi nel 2001, oggi non sarei segretario del Pri. Sono suo amico da 10 anni, non mi deve promettere nient'altro, perchè gli devo già tutto".


Quindi, è la gratitudine il criterio di giudizio usato da svariati esponenti del parlamento per definire la propria linea politica?
E poi c'è chi dice che questa legge elettorale non va cambiata...
Almeno, una volta se non altro formalmente, la gratitudine sarebbe andata agli elettori.

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 07:08  

 

17 agosto 2010
Confusione mentale
Oggi Vittorio Feltri nel suo editoriale scrive: "Il presidente della Repubblica farebbe meglio a non irritarsi se in questi giorni si discute molto su cosa accadrebbe qualora il governo non avesse più la maggioranza e cadesse".

E cosa c'è da discutere?
Se il governo non godesse più della maggioranza, lo sanno anche i bambini, non potrebbe governare. Ma non perché lo dice Napolitano, o la costitzione o mio nonno in carriola: perché è un semplice, elementare dato di fatto.
Poi, considerazioni sul come la trionfalistica maggioranza uscita dalle ultime elezioni si sia sbriciolata come una casa dalle fondamenta di sabbia, non è cosa che mi compete. Ci si interrogheranno i signori della maggioranza, che di certo sono ben consapevoli della splendida occasione che stanno andando a perdere.
Che Napolitano si irriti, però, mi pare comprensibile: la carta costituzionale tutt'ora in vigore, nonostante la latrante muta di iene che da anni tenta di farla a pezzi, è molto chiara al riguardo. Cosa che appare cristallina a tutti, tranne che a coloro che rischiano di perderci la "cadrega"... quindi, si tacciano e la piantino di sparare stronzate, perché a furia di dai e dai, nonostante gli italiani siano tendenzialmnete pazienti e pacifici, si potrebbero alla fine ricordare che le stronzate non sono le uniche cose che si posson sparare...

Etichette: ,

postato da la Parda Flora alle 12:53  

 

12 agosto 2010
Frattaglie varie
A seguire le dinamiche della guerra intestina – proprio nel senso scatologico del termine, dato che gli intestini, quel che producono è merda, esattamente come quelle che a badilate stiamo vedendo volare all’interno del magagnato ma ancor pugnace partito dell’amore – c’è di che riflettere.
Una domanda sola per tutte: ma se i finiani erano al corrente (cosa della quale credo nessuno dubiti) di informazioni sensibili di tale rilevanza (fiscale e penale) da ricondurre, dopo alti e scomposti strepiti, il Capo del partito a più miti consigli col minacciare di renderle note, il loro essere stati zitti finora, non è per caso un fatto di rilevanza penale? Come dire, non è che c’è sin qui stata, a fronte di vantaggi personali, una certa qual connivenza?
Chissà se qualche italiano, non distratto dal Gran Guignol ad arte messo in scena, se lo domanderà?

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 09:17  

 

29 luglio 2010
Cittadino
Quando il Presidente del Consiglio afferma:

"Abbiamo mandato fuori un bel cavallo e ci va bene se esce un ippopotamo... questa legge non ridà al cittadino l'inviolabilità della comunicazione scritta e orale, garantita dalla Costituzione come diritto alla libertà"
credo sia legittimo chiedersi perlomeno quale significato egli attribuisca al lemma: Cittadino.
Come direbbe Abbey di NCIS: "Definisci cittadino, prego!"
Senza tener conto di due anni di tempo sprecati su un ddl, che tanto sacrosanti tempo ed energie ha sottratto a problemi ben più ficcanti e urgenti per il paese. Ma continuiamo così: facciamoci del male. La vocazione dell'italiano medio al masochismo è, prima ancora di allarmante, sconcertante.
Non so perché, ma sospetto che risopetto all'idea berlusconiana di cittadino potrebbero esserci delle strane e inquietanti scoperte, e sorprese.

Etichette: , , ,

postato da la Parda Flora alle 12:55  

 

12 luglio 2010
terno secco
"non sono un playboy, sono un ...playsilly!"
(manco scemo seriamente riesce a esserE, il coglione...).

"Io ho inaugurato la politica del cucù"

(per chi non lo sappia, il cuculo è quell'uccello uso a depositare le proprie uova nei nidi degli altri uccelli. La sua avida prole, goffa ma muscolosa e prepotente, provvederà poi a estromettere i legittimi eredi del nido e a farsi nutrire, a sbafo e scorrettamente, dagli infelici uccellini costruttori del nido... almeno sino a che non ucciderà anche loro per saziare un insano appetito di potere a tutti i costi, decisamente imbarazzante...).

"Siamo latini. Ci teniamo alla possibilità di mantenere il nostro senso estetico".
(con queste belle parole - ma come ci emozioniamo, noi latini... - difendiamo il diritto priapesco, e quindi normalmente piuttosto ridicolo, di risentire dell'effetto del Viagra, come se fosse un merito politico, anziché un segno palese di scarsa dignità e di drammatica realtà, risentire si una disfunzioen erettile, nonostante le varie stronzate ammannite all'adorante popolo bue che aspira ad arrivare ai settanta e passa con la fama di un uccello che ancora tira!per altro cosa messa in dubbio da alcune escort che, appena lo hanno detto, son cadute in disgrazia presso la corte del RE MINCHIONE.

Ogni tanto,l'idea che questo vecchio ridicolo e tragicamente privo del senso della dignità o della vergogna, che si dovrebbe accompagnare ai capelli canuti (anche quando falsati dall'aminoxidil), parli in preda a una follia da disitratazione senile che ridicolizza a livello mondiale il nostro paese, incurante di ogni minimo segno di vergogna, ci prende e ci terrorizza.
Chi potrà salvarci da questo buffone?

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 14:04  

 

05 luglio 2010
Dedicato a chi ha la faccia come il culo!
"Mi dimetto da ministro". Aldo Brancher ufficializza la decisione "irrevocabile" al tribunale di Milano, con conseguente rinuncia al legittimo impedimento. Al giudice monocratico Annamaria Gatto, Brancher chiede quindi di essere giudicato con rito abbreviato, che viene celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali. E che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena.
In una nota diffusa dopo l'annuncio, il premier Silvio Berlusconi afferma di aver "condiviso con Aldo Brancher la decisione". "La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali - aggiunge il premier -, dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali". "Sono certo - conclude Berlusconi - che superato questo momento l'on. Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all'operato del Governo e alla coalizione".
Sinceramente, la sensazione che abbiamo avuto noi è che, infischiandosene di ogni spirito di decenza, il signor Brancher avesse cercato di sfruttare la scappatoia già ampiamente usata dal suo leader maximo e da suoi vari tirapiedi in simili frangenti: ma visto che l'indignazione generale è montata troppo agguerrita per esser ignorata, ha dovuto rinunciare al suo barbatrucco.
Spero che l'opinioni pubblica, importante arma di controllo popolare sull'operato politico, stia finalmente dimostrando di essere efficace anche da noi. Lo spero, perché in caso contrario: si salvi chi può.

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 13:29  

 

20 giugno 2010
estrazioni del lotto!
In mancanza di certezze circa l'approvazione del ddl bavaglio, per cercare di smobilitare l'opinione pubblica si gioca al rialzo. E che importa se i numeri sono stati varie volte smentiti dall'associazione dei magistrati? si sa che "quelli" sono complottisti in mala fede!
Certo che a ragionare così, qualsiasi cosa venga detta, anche la più ovvia, viene svuotata in partenza di ogni senso e credibilità. E poi ci stupiamo se chi vota a destra è impermeabile a qualsiasi critica. Col lavaggio del cervello al quale sono sottoposti da vent'anni...

"In Italia ci sono quasi 150.000 telefoni sotto controllo, nell'ipotesi che gli intecettati parlino magari del tempo con altre 50 persone arriviamo a 7 milioni e mezzo di italiani controllati ma non è lontano dal vero chi ipotizza 10 milioni di intercettati vale a dire un italiano su 6. E' un numero che non ha eguali al mondo."

Chissà quale sarà la stima domani, se l'opposizione della società civile continua?

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 09:09  

 

16 giugno 2010
Far di conto.
"Siamo tutti spiati: 150 mila telefoni controllati". Silvio Berlusconi ha iniziato così il suo intervento all'assemblea di Confcommercio. "Considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più. La nostra libertà di parola non è tutelata".


Ora, anche prendendo per buone le 50 persone per telefono (io, per esempio, che non sono nè elettrice nè simpatizzante del partito promotore della legge sulle intercettazioni, sono stata più volte spiata telefonicamente - con un minimo di orecchio, lo si capisce - però abbasso decisamente la media, oltre a essere commossa per la premura verso la tutela della mia privacy, anche se un po' sospetta), dicevo: anche prendendo per buono il calcolo di sette milioni e mezzo(su 50 milioni di italiani che siamo)mi pare che quel "TUTTI" SIA DECISAMENTE DEMAGOGICO.
Intanto, sparisce misteriosamente da migliaia di profili Facebook un appello informativo di Report sulla legge bavaglio: disguido tecnico oppure... davvero la nostra libertà di parola non è più tutelata?
Lascio a voi l'ardua risposta; io, di mio, dico che la cosa non mi piace, ma neanche un po'!

Etichette: , , ,

postato da la Parda Flora alle 15:00  

 

13 aprile 2010
Di male in peggio...
"Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia - ha dichiarato il segretario di Stato - e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente (che belle queste cose a tu per tu: qualche indicazione tipo nomi, studi pubblicati, dove e da chi, sarebbero di certo stati utili a capire meglio, invece di fidarsi della parole di una parte sin troppo in causa - nota della Parda), che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia."

Insomma, per fare un esempio, la diffusione dello stupro maschile in carcere, realtà per niente teorica, è frutto dell'inusitata percentuale di omosessuali fra chi compia reato, non della forzata astinenza, dalla non corretta gestione di rabbia e aggressività e della volontà di controllo e predominanza che secondo i criminologi connotano questo tipo di reati. MMMhhh, interessante...

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 15:28  

 

24 marzo 2010
Sugli specchi
Andersen, se non ricordo male, aveva scritto qualcosa su questo vizio qui di essere ossessionati dagli specchi ...com'era?
Ah ecco: i vestiti nuovi dell'Imperatore.
O forse preferite la matrigna-strega di Biancaneve, che non riesce a lasciare lo specchio al quale chiede compulsivamente - chi è il più bello, ricco, intelligente, alto, virile, ingiustamente perseguitato, lungocrinito, naturalmente elegante, abbronzato, amato del Paese?
E lo specchio, per paura di venire rotto, a ripetergli "tu, tu, tu, tu, tu, tu, tu, tu..." come un telefono occupato, che quindi in realtà non comunica nulla a nessuno.

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 12:33  

 

03 marzo 2010
La bocca della verità
"Sembriamo i paesi satelliti dell'Iran o dei talebani. È un tentativo di truccare la partita, dimostra una volta di più agli italiani che razza di totalitarismo minacci questo Paese".
Berlusconi
Cielo, ma qualcuno gli ha spiegato che queste cose per par condicio le dice l'opposizione?
>:)))



e a proposito, visto che si è messo a dire la verità, perché di tante stronzate, non dice anche che il Pdl, in realtà non essendo un partito, sta implodendo?
Peccato solo che a sinistra ci sia solo un orizzonte radar tragicamente vuoto...

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 10:06  

 

25 febbraio 2010
La famegia dei ladron!
non so voi, ma a me le ultime vicende di politica interna fan sempre più pensare a una vecchia canzone veneziana…

A famegia dei ladron

Un gobo e un nano
a l’età de settant’anni
per por fin ai loro affanni
per por fin ai loro affanni.

Un gobo e un nano
all’età di settant’anni
per por fine ai loro affanni
i se decise un partito a fondar.

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

La famegia dei ladron!

E el dì del convegno
xè rivà i finanziatori
e gera ladri anca eori.
gera ladri anca eori…
E el dì del convegno
xè rivà i finanziatori
e gera ladri anca eori.
e gera ladri anca eori..

La famegia dei ladron!

E a far da testimone
xe rivà tanti bei siori
ladri de raza anca eori
ladri de raza anca eori

E a far da testimone
xe rivà tanti bei siori
ladri de raza anca eori
ladri de raza anca eori

La famegia dei ladron!

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

La famegia dei ladron!


E dopo nove mesi
xe nato un bel partitino
anca lu ben malandrino,
anca lu ben malandrino

E dopo nove mesi
xe nato un bel partitino
anca lu bel malandrino,
anca lu bel malandrino

La famegia dei ladron!

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

Nega so mare
nega so pare
nega la fia de so sorea
gera ladra anche quea
gera ladra anca quea

La famegia dei ladron!


E Pantalon, come al solito, paga...

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 15:39  

 

02 luglio 2009
Serracchiani sì, Serrachiani no, Serracchiani un cazzo!
(in omaggio alla misteriosa abitudine di un vecchio amico: post scritto in Times New Roman - che fra l’altro, sarà pure banale, ma è il mio font preferito per pulizia e ordine, e scritto ascoltando “Fischia il vento” nella versione dei “Modena City Ramblers”, anche se la citazione è sempre dall’inarrivabile, che per schietta brutalità adoro - fossi capace io… - di R. Gianko).


Prendiamola alla larga: l’avvocato di Udine Debora Serracchiani, con la sua facciotta paciarotta e rassicurante, ha saputo far sperare e sognare… e non solo la base popolare ormai allo sbaraglio, nella disperata ricerca di qualcuno che dicesse non “qualcosa di sinistra” (sogno direi ormai inarrivabile), ma anche solo ”qualcosa di sensato”! e lo testimoniano le preferenze raccolte, che evidentemnete hanno saputo colpire il cuore dei fedel a tutti i costi di quel miraggio chiamato "sinistra": sospiri e speranze affidate a quello che poteva parere, al momento, un cavallo vincente, dopo tanti brocchi - ma bensì un certo numero di persone con vasta esperienza di attività politica: di strada e istituzionale - e di esperti di comunicazione, che hanno lavorato per mesi alle sue spalle, con turni che coprivano 24 ore su 24. Gratuitamente, ci tengo a sottolineare, perché la motivazione nasceva solo da quella tenue luce nell’oscurità che con Serracchiani pareva di intravvedere, e che invece ora, direi, si dimostra essere solo la lanterna che segnala ai passanti imbecilli la tana dell’orco di Pollicino! Quelli che lei da qualche parte, mi scuso ma non mi ricordo proprio dove, ha definito semplicemente e a ragione (mai svelare i segreti di bottega) : “i suoi volontari”.
Per esempio, voleva andare dalla parrucchiera: le è stato vietato di raddrizzare la frangia! Troppo emblematica..
Pazientemente attorno alla sua figura, naturalmente simpatica, veramente da “ragazza della porta accanto”, è stato cucito un progetto politico, che faceva sperare per il Pd, l’abbandono dell’odiosa definizione di centro sinistra, aberrante e negativo, per chi ancora creda che dalle macerie di questo “monstrum” si possa cavare qualcosa di buono capace di stare a testa alta al fianco dei partiti di sinistra europei, avviando - chissà? la speranza è sempre l’ultima a morire… - una specie di riscossa politica italiana.
Ma dopo aver raggiunto il risultato di Eurodeputata, Serrachiani si è avviticchiata su se stessa, forse sopravvalutando il suo grado di maturità politica, deludendo tutti coloro che avevano sperato potesse portare, opportunamente assistita e guidata da chi aveva maggior esperienza, nei suoi primi passi di persona che - dichiaratamente - non nasce da una lunga esperienza politica, anzi…, verso un rinnovamento politico in grado di farcela a differenza anche del desolante paesaggio politico italiano.
Su questa campagna elettorale, nella quale, allo stato dei fatti, una persona qualsiasi si è trovata, per cinque minuti, al posto giusto, ci sono stati vecchi marpioni della politica attiva che hanno scommesso! Che bello! Per leggere le dichiarazion che ne frattempo una spericolata, e pericolosa, Serracchiani sì, Serrachiani no, Serracchiani un cazzo!si è abbandonata a rilasciare
Per leggere le dichiarazioni che la signora Serracchiani, in preda a una specie di furore autarchico, convinta di essere ormai abbastanza grande, ha rilasciato auto
lesivamente, in questi giorni, e questo è tutto quello che abbiamo.

In conclusione: la sinistra italiana ama, storicamente, uno dei partiti di sinistra più vitali e vivi del dopo guerra, e continuerà ad aspettare chi lo guidi alla riscossa. Sempre che questa illusione si avveri, possibilmente prima delle mia/nostra dipartita da questo mondo…

Per il resto, sarà quel che Dio vorrà - potrò ben avere le mie aberrazioni!
Questo per chiarire che io non sposo mai a priori la causa di nessuno, anche se rimango vigile e attenta rispetto verso quanto accade accanto a me!
Sono delusa, ma ho collezionato tante di queste delusioni, e magari fosse non solo in campo politico e non umano, che non ci faccio più caso, alle carogne estranee che girano quasi fossero dei!
Auguro solo cordialmente a tutti loro, le tonnellate sommergenti di merda che si meritano, senza discussioni, e cerco di sopravvivere, anche se le mie scelte non sono popolari, e questo rende tutto più complicato.
Le tonnellate di merda ormai, sono inevitabili: apriamo l'ombello e sopporrtiamo stoicamente anche questa , per l'ennesima volta!
Alhoa
f.

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 10:32  

 

27 giugno 2009
Ma cos'è questa crisi..paraparaparaparapà!
E pensare che io ero convinta di vivere in Italia e non a Paperopoli.
Ogni altro commento possibile credo sia superfluo -a parte notare con un certo disappunto che mia madre non fa l'apple pie bene come Nonna Papera, e mio cugino é meno simpatico di Ciccio.

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 10:37  

 

28 maggio 2009
Mai avuto rapporti piccanti! (con la "minorenne pura e angelica" ma tanto tanto furbetta, mi sa)
Come se questo spiegasse la misteriosa attrazione del nostro anziano e satiresco premier per le "fanciulle in fiore " (per gli ignoranti del PdL, è una citazione da Proust). Magari, non ci sono perché ...Priapo nun gliela fa più!
Ma questi sono - tristi - cazzi del miserabile: mi consta che miserabile sia l'unico epiteto non passibile di querela.
Se la "verità" era così adamantina, perché, o signore dell'harem (49 risulterebbero le fanciulline ospiti di Villa Certosa, per festeggiare in allegria con il garrulo Presidente del Consiglio in assenza della legittima consorte, il capodanno 2009, così fausto, e s'è visto, per gli italiani!), ci hai messo così tanto (14 giorni, sei ore e 14 minuti al momento della scrittura di questo aggiornamento circa la salute psichica della compagine che ci governa, ahinoi!)per iniziare - INIZIARE - ad ammetterlo?
E che cavolo: stai invecchiando anche tu, miserabile, proprio come tutti gli altri - rassegnatici con dignità, cialtrone! invece di ricoprirci, con le tue eterne balle, di ridicolo e vergogna in tutto il mondo.

Ti secca tanto, nonnetto, apparire caricato a salve, o menti per l'ennesima volta al Paese: tuo elettorato in testa?

Che tristezza che ormai i (non, causa intervento medico) capelli bianchi non significhino più quella rassicurante saggezza alla quale eravamo abituati ad associarli - ora significano solo l'imbarazzo a denti stretti nell'essere fotografato accanto a te da parte del premier di un Paese straniero dalla lunga storia politica di democrazia, la cui opinione pubblica dice a chiare lettere che "certi personaggi" sono un pericolo per l'Italia.
(e intanto qualcuno ha capito quali siano i programmi elettorali del partito del Satiro?)
Gente, si salvi chi può!Non so davvero più cos'altro dire...

Etichette:

postato da la Parda Flora alle 13:01  

 

13 aprile 2007
No comment
Il nunzio apostolico diserterà la Giornata della Shoah per protesta contro una foto di Pio XII sotto la quale è scritto che fu personalità controversa durante il nazismo e in relazione al genocidio (e sfido qualcuno a dimostare, nell'attuale stato dell'arte, per così dire, il contrario).
Evviva lo spirito dell'ecumenismo!
Alla faccia dello spirito dell'ecumenismo: come distruggere in un attimo anni e anni di lavoro per la costruzione della pacificazione.

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 08:57  

 

07 febbraio 2007
Le memorie corte: che si sta preparando davvero in Sicilia per lo Stato?
Nel mondo, spesso le cose paiono casuali, senza un senso che le leghi, magari sottilmente e sotterraneamente, fra loro...e poi, il crollo del positivismo, con le sue fedi ormai impraticabili, ci ha gettato nel mondo del caos...eppure, diffidare di queste sensazioni e sospettarli, quei legami, quelle cause, a volte può essere necessario o, quanto meno, utile...
i fatti li trovate qui... con l’aiuto di Indipendent media center , vi ricordo chi era Ciccio Franco...magari qualcuno dei meno giovani, con uno sforzo di memoria, ricorderà di averlo già sentito nominare.
Leggete, per favore, anche se il post è lungo: è un pezzo della storia della nostra Repubblica. E poi ripensate a quanto è accaduto pochi giorni fa a Catania, e fatevi qualche domanda, che per il cervello è la miglior ginnastica per evitare che si atrofizzi, e come avvocati cinici ponetevi l’eterno ma sempre indispensabile quesito: qui prodest?
Nell’attuale situazione politica, con una opposizione che blatera tanto ma è allo sbando, sull’orlo del divorzio, e lo sa benissimo, se Berlusconi, checché ne dica, si riduce a sponsorizzare la partenza della campagna elettorale per la nomina a sindaco di Monza (Sic!) ripeto, chiedetevi: qui prodest? ché di colpevoli "scrutatori non votanti" ne abbiamo fin troppi...


Chi era Ciccio Franco, il fascista appena "targato" a Reggio

Francesco Franco detto Ciccio Franco o anche il "caporione di Sbarre" (rione di Reggio Calabria).

Fa il sindacalista della CISNAL. Diviene segretario provinciale a Reggio.

Guida il "Comitato d'azione per Reggio Capoluogo", che fomenta la "rivolta dei boia chi molla" nel 1970.

La rivolta inizia con la designazione di Catanzaro a capoluogo della regione nel luglio '70, subito dopo le (prime) elezioni regionali del 7 giugno 1970. E' un pretesto. Dietro c'è tutta la frustrazione del sud emarginato e oppresso da mafia, clientele e disoccupazione.

La lotta appare da subito molto dura.
Dalla sinistra Lotta Continua pensa di volere "starci dentro" e fonderà un giornale nel 1971 a sostegno delle rivolte nel meridione (Mo' che il tempo si avvicina). Anche vari gruppi anarchici vedono nella rivolta una possibilità "rivoluzionaria".
L'internazionale situazionista scriverà: “Il 18 ottobre i comunisti di Reggio ammettono soltanto di “avere perso il treno”, mentre in realtà hanno perso anche i ferrovieri”.
E altri anarchici: “Presto verrà che le bandiere rosse saranno issate dal popolo di Reggio sui quartieri in lotta. E allora cosa diranno i filistei che hanno volutamente confuso il terrorismo fascista con la ribellione di un popolo sfruttato? Dovranno nascondersi davanti ai lavoratori che li hanno ascoltati non sapendo la vera situazione che si è creata a Reggio Calabria!”.
Scriverà il gruppo anarchico milanese Kronstadt: “Assurdo è però vedere in questa lotta l’espressione più alta dello scontro di classe in Italia solo per la sua violenza come sembrano fare i compagni di Lotta Continua che sono arrivati a definire Reggio “capitale del proletariato”.
La violenza della lotta non basta a qualificarla come rivoluzionaria ma unico elemento di giudizio valido è il rapporto in cui si pone per forme e contenuti rispetto alla crescita della lotta di classe e quindi la sua capacità di generalizzarsi e di essere fatta propria da tutta la classe.”

Quando Adriano Sofri, allora leader di Lotta Continua, giunge a Reggio per convincere alcuni gruppi extraparlamentari e gli anarchici ad inserirsi nella rivolta per poi pilotarla a sinistra, Casile, Scordo e il gruppo anarchico rifiutarono. Si concentreranno su un'inchiesta "fotografica", che documenta la presenza di Delle Chiaie, Rauti e Borghese e dei loro attivisti nella rivolta. Finiranno uccisi in uno strano incidente stradale (vd. oltre). Queste le parole scritte in un volantino dall'anarchico Casile:
"Padroni bastardi, del capoluogo non sappiamo che farcene! Il capoluogo va bene per i burocrati, gli speculatori, i parassiti, i padroni e i politicanti più grossi; va bene per le manovre dei caporioni locali, per il sindaco Battaglia e per i caporioni falliti. Va bene per il tentativo di questi “uomini importanti” di accrescere il loro potere locale, la loro area di sfruttamento, facendoci sfogare anni di malcontento con la falsa lotta per il capoluogo, dopo che hanno mandato i nostri figli e i nostri fratelli a lavorare all’estero e continuano a sfruttarci nella stessa Reggio I cosiddetti “datori di lavoro”, che in realtà sono luridi padroni, sono i nostri nemici, quegli stessi che ci mandano allo sbaraglio per il capoluogo, per la Madonna o per la squadra di calcio. Il capoluogo non ci serve! Lottiamo per farla finita con l’emigrazione, con la disoccupazione, con la fame!"

In sostanza ad appoggiare la "rivolta proletaria" furono, in vario modo, Lotta Continua, il Movimento Studentesco milanese, Servire il Popolo, il PCd'I e una parte degli anarchici.
La presenza dell'estrema sinistra nei moti sarà comunque marginale
. Ma i moti di Reggio serviranno a Lotta Continua per individuare nel sud (nella mafia, nella disoccupazione) alcuni temi centrali di intervento.

Da destra è Ciccio Franco (inizialmente in contrasto col partito) a voler cavalcare la rivolta. Ma ci sono anche i gruppi extraparlamentari di estrema destra (Avanguardia Nazionale, Fronte Nazionale). Così come c'è il sindaco di Reggio, Piero Battaglia, democristiano.
Già dal 1969 opera un "Comitato di agitazione per la difesa degli interessi di Reggio" che unisce amministratori locali di vari partiti (soprattutto Dc, Pri, Pli e Msi).

La rivolta e i comitati clandestini di Ciccio Franco vengono finanziati da alcuni industriali reggini: da Mauro (quello del caffè) all'armatore Amedeo Matacena. I due industriali sono stati poi accusati da pentiti di mafia per la strage di Gioia Tauro e per le operazioni bombarole del '70, attuate dalla 'ndrangheta, tramite Ciccio Franco.

L'15 luglio 1970 la polizia carica e uccide l'operaio Bruno Labate, iscritto Cgil. A guida della polizia c'è il questore Emilio Santillo.

Il 22 luglio del 1970, nei pressi della stazione di Gioia Tauro, il treno la Freccia del Sud deraglia, causando sei morti e più di un centinaio di feriti. Le indagini arrivano a una rapida conclusione: il disastro è avvenuto a causa della colposa negligenza dei macchinisti del treno.

A settembre scoppia la seconda ondata di manifestazioni. E i "boia chi molla" diventano sempre più egemoni. Il 7 settembre a Reggio Calabria scoppia la dinamite in 4 luoghi. Altre bombe sui treni il 9 settembre. Il 15 vengono incendiate la sede del Psi e l’esattoria comunale. Il 17 settembre ci sono scontri tra fascisti e polizia, che si concludono con un morto (probabilmente estraneo ai moti): Angelo Campanella. Otto manifestanti rimangono feriti e Ciccio Franco viene arrestato. Con lui vengono arrestati altri rivoltosi, tra cui l’ex comandante partigiano Alfredo Perna. Ciccio Franco verrà processato e condannato a lievi pene.

Il 26 settembre 1970 sera cinque giovani anarchici (Gianni Aricò, Angelo Casile e Franco Scordo di Reggio Calabria, Luigi Lo Celso di Cosenza ed Annalise Borth, la giovanissima moglie tedesca di Aricò) trovano la morte in un drammatico incidente nel tratto autostradale fra Ferentino ed Anagni, alle porte di Roma. L'incidente è causato dall'improvvisa manovra di un camion che taglia la strada alla Mini Minor dei compagni in corsia di sorpasso: manovra che nella sua dinamica non riesce a trovare alcuna logica spiegazione. Nonostante le evidenti stranezze e incongruenze subito rilevate dalla Stradale e la drammaticità di un incidente che vede morire sul colpo ben quattro persone ("Muki" Borth morirà in un ospedale romano dopo venti giorni di coma profondo), le indagini vengono prontamente insabbiate per poi essere archiviate. Sulla morte dei 5 anarchici è uscito un libro nel 2001: Cinque anarchici del sud. Una storia negata, Città del Sole Edizioni. Il camion è guidato da due dipendenti del principe nero Junio Valerio Borghese, il fascista al centro di tutte le trame nere di quegli anni, che di lì a poco metterà in piedi un golpe evitato di un soffio. Il 30 settembre 1970 il Ministro degli interni Restivo annuncia che dal 14 luglio al 23 settembre a Reggio Calabria ci sono stati tredici attentati dinamitardi, sei assalti alla prefettura, quattro alla questura.

Il 23 dicembre Eugenio Castellani, Ciccio Franco, Alfredo Perna e Giuseppe Lupis ottengono la libertà provvisoria, mentre rimangono latitanti Antonio Dieni e Angelo Calafiore. Si costituiranno in gennaio e saranno rilasciati dopo alcuni giorni.

Il 16 gennaio 1971 muore a Messina l'agente di Pubblica Sicurezza Antonio Bellotti, 19 anni, due giorni prima raggiunto da una sassata mentre con il I Reparto Celere di Padova abbandonava Reggio in treno. Il 4 febbraio del 1971 viene lanciata una bomba contro la folla, dopo una manifestazione antifascista a Catanzaro. L’operaio socialista Giuseppe Malacaria rimane ucciso dall’esplosione che provoca anche il ferimento di altre sette persone.

Il 16 febbraio 1971 Catanzaro viene proclamato capoluogo regionale e Reggio Calabria sede del consiglio regionale. A Reggio ricomincia la protesta.
Il 23 febbraio 1971 la polizia espugna il quartiere di Sbarre.
Nel marzo del 1971 la rivolta di Reggio è definitivamente sedata.
Nel 1971 Ciccio Franco collabora a Avanguardia.
Ciccio Franco diviene, sull'onda della rivolta, parlamentare del MSI nel 1972. E' eletto senatore e il MSI a Catanzaro, con Ciccio Franco capolista, ottiene il 36,2%.

La rivolta di Reggio rimane nell'immaginario collettivo dell'estrema destra un esempio da seguire e da mostrare. E' l'unica rivolta popolare in cui è riuscita ad essere egemone nella storia repubblicana. Un sito celebrativo molto interessante (contiene volantini, foto e audio dell'epoca) è questo. Ancora nel 1992 Fini dichiarava: «È più che mai attuale il “Boia chi molla” di Ciccio Franco».
Tra i protagonisti della rivolta di Reggio ci sono Fortunato Aloi (missino, poi parlamentare di AN), il marchese Felice Genoese Zerbi, massone e missino.
Fortunato (Natino) Aloi dirà 30 anni dopo: "Io ci sono stato dentro, sono stato addirittura alla testa di quel corteo che ha innescato la rivolta il 14 luglio del '70: siamo partiti in pochi dal rione di santa Caterina ma a piazza Italia ci siamo arrivati in trentamila".

Il bilancio finale è di 2 morti, 230 feriti, 300 arresti, tredici attentati dinamitardi, trentadue blocchi di strade porti e aeroporti, sei assalti alle prefetture, quattro alla questure, sei attentati sui treni.

Secondo altri dati il bilancio è di cinque morti, dieci mutilati e invalidi permanenti, oltre cinquecento feriti tra le forze dell’ordine e un migliaio tra i civili. Milleduecentotrentuno persone denunciate per duemila reati complessivi. Solo nel periodo luglio- settembre 1970 ci furono diciannove scioperi generali, dodici attentati dinamitardi, trentadue blocchi stradali, quattordici occupazioni delle stazioni, due della posta, una dell’aeroporto, quattro assalti alla prefettura e quattro alla questura. I danni economici alla città, paralizzata per molti mesi in quasi tutte le sue attività, furono dell’ordine di diverse decine di miliardi di lire.

Il 22 ottobre 1972 da tutta Italia operai e sindacalisti vanno a Reggio Calabria per una manifestazione antifascista. Sulla manifestazione che unisce nord e sud viene scritto nel 1974 un libro: Nord e Sud uniti nella lotta e viene composta una canzone da Giovanna Marini.. "E alla sera Reggio era trasformata / pareva una giornata di mercato / quanti abbracci e quanta commozione / il Nord è arrivato nel Meridione. / E alla sera Reggio era trasformata / pareva una giornata di mercato / quanti abbracci e quanta commozione / gli operai hanno dato una dimostrazione…".
Il 12 aprile del 1973 è previsto un comizio del MSI con Ciccio Franco. La questura vieta il comizio. I neofascisti scendono ugualmente in piazza. Nel corso degli scontri con le forze dell’ordine una bomba a mano uccide l’agente di polizia Antonio Marino. Per la sua morte verranno arrestati i fascisti Gianluigi Radice, Davide Petrini, Vittorio Loi e Maurizio Murelli. Gli ultimi due (Loi e Murelli) saranno riconosciuti colpevoli e condannati per l’omicidio. L’inchiesta coinvolgerà anche dirigenti e militanti del Msi: dal vicesegretario Franco Maria Servello al deputato Francesco Petronio, fino a Pietro De Andreis, della federazione di Genova.

Ciccio Franco muore il 16 novembre 1991 per un ictus. Ecco cosa dichiara il 16 novembre il sottosegretario Valentino: "Ciccio Franco e' stato un prestigioso esponente della Destra politica italiana in anni difficili; fu protagonista indiscusso di quella straordinaria pagina di storia reggina che si realizzo' nel 1970 e che impose all'attenzione di una vastissima opinione pubblica le legittime aspirazioni di una citta' per troppo tempo dimenticata." Il 31 luglio 1973 durante un comizio del Partito comunista, Giuseppe Santostefano, sindacalista Cisnal, viene aggredito. Morirà poche ore dopo.

----------------------------------------------------------------------------------


Quando si vogliono giustificare azioni repressive, o eversive, si cavalca la tigre della folla inferocita, a prescindere dal perché lo sia. Tanto, le due campagne elettorali del Cavaliere più basso d’Italia hanno chiaramente dimostrato che per la maggioranza degli elettori (coglioni) basta promettere”Meno tasse e più figa per tutti”, al punto di mettere in imbarazzo persino la "Cavallerizza d'Italia", per vincere le elezioni...

Etichette: , , ,

postato da la Parda Flora alle 14:52  

 

21 gennaio 2007
Ecco perché è scemo!
Candidamente, il nano di peluche ammette:
"Il mio cuore batte piano, ma se per caso durante il sonno penso (lui pensa!!!) a Prodi mi vengono le extrasistole e così dai trenta normali battiti al minuto me ne vengono due in più."
A parte che definire 32 battiti cardiaci al minuto extrasistole dimostra solo che il signore in questione non sa di cosa stia parlando, come peraltro ha ampiamente dimostrato in materie ben più serie, ma vien anche da pensare che, forse per affinità elettive con la sconvolgente intelligenza e cultura dell'amico Bush, abbia confuso bradicardico con bradipo...
Coppi, che certo un cuore d'atleta bradicardico lo aveva davvero, è passato alla storia per l'eccezionale frequenza cardiaca di soli 42 battiti al minuto, la più bassa registrata su soggetto sano.
Trenta battiti cardiaci al minuto non sono segno di buona salute o cuore d'atleta, come pretende il B., ma giustificherebbero, oltre alla necessità di un ricovero ospedaliero d'urgenza in rianimazione, lo scarso irroramento sanguigno del suo cervello, che nonostante sia a scarsa altezza da terra (e qui sarei curiosa di conoscere i valori pressori del Nostro), potrebbe essere irrorato sufficientemente solo, appunto, di notte, quando il buffone è in posizione orizzontale.
Questo, ahinoi, finalmente ci aiuterebbe a capire tante cose di questi ultimi anni...

Etichette: , ,

postato da la Parda Flora alle 11:21  

 

   Chi Sono
   Post Precedenti
   Archivi
   Links

Da "Tango Lesson" di Sally Potter

Vamos a lo de la Parda Flora! 

Esmeralda



Le mie ragazze: Malafemmina

Le mie ragazze: Etta

Le mie ragazze: Anna

Le mie ragazze: Esmeralda

Le mie ragazze: Marisa