21 dicembre 2006
E adesso stiamo a vedere che succede...legalmente parlando, ovvio.
Per una notizia ridicola, una che scuote nel profondo le coscienze, costringendoci a riflettere anche su ciò che vorremmo ignorare.
Il dottor Mario Riccio, nella notte appena passata, alle ore 23.30, come da precisa volontà del paziente, dopo aver sedato per via endovenosa Piergiorgio Welby, gli ha staccato il respiratore.
Non ho commenti da fare, se non che quando ancora frequentavo in camice bianco gli ambienti ospedalieri, girava una feroce battuta sull'accanimento terapeutico:
ti guarirò a costo di ammazzarti!

(se poi i radicali la smettessero di fare i "vampiri" a tutti i costi... personalmente avrebbero anche un po' stufato)

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08 dicembre 2006
Senza parole!
Il prossimo atto, di Seymour Hersh
"Un mese prima delle elezioni di novembre, il vicepresidente Dick Cheney stava prendendo parte ad una discussione sulla Sicurezza Nazionale al Palazzo dell'Esecutivo. Il dibattito prese una piega politica: e se i democratici avessero vinto sia il Senato che la Camera? Che ripercussioni avrebbe avuto sui rapporti con l'Iran, che si ritiene essere prossimo a diventare una potenza nucleare? A questo punto, secondo fonti al corrente della discussione, Cheney ha cominciato a ricordare il suo lavoro come guardafili, nei primi anni sessanta, per una compagnia elettrica del Wyoming. Il filo di rame era costoso, e i guardafili avevano l'istruzione di restituire tutti i pezzi non utilizzati lunghi più di 90 centimetri. Nessuno voleva avere a che fare con le scartoffie burocratiche, disse Cheney, così lui e i suoi colleghi trovarono la 'scorciatoia': tagliare il filo in piccoli pezzi e gettare gli avanzi alla fine della giornata di lavoro. Se il 7 novembre i democratici avessero vinto, disse il vicepresidente, quella vittoria non avrebbe fermato l'amministrazione dal perseguire un'opzione militare contro l'Iran. La Casa Bianca avrebbe trovato delle 'scorciatoie' per ogni restrizione legislativa, disse Cheney, impedendo così al congresso di seguire il proprio corso".

Da: Seymour Hersh, "The Next Act", New Yorker.
Grazie alla traduzione di Andrej Andreevič segnalata, al solito, da Miru

(se penso che mio padre, da bravo ingegnere elettrotecnico impegnato a rifornire di energia elettrica il Nord Italia, mi sgridava se lasciavo una lampadina accesa anche se uscivo per pochi minuti da una stanza... altro che il filo di rame a pezzettini: per come lo conosco, li avrebbe messi tutti nella vergine di Norimberga e avrebbe buttato la chiave, e magari il mondo sarebbe andato pure meglio...mah!...)

E vorrei aggiungere: e ancora la gente, in genere non conoscendolo se non per quattro fregnacce vaghe, cita scandalizzata Machiavelli e il suo Principe, come esempio di cinismo.
Potrei dire che il mondo è uno schifo e lo amo per questo....qualcuno lo dovrà pur fare, nell'interesse comune, no?
Uffa...

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30 ottobre 2006
Visto che siamo un popolo di smemorati cronici (Da Akille.net)
Purtroppo tra qualche giorno il caso Saviano si sgonfierà, rimarrà lui con i soliti pochi a fronteggiarsela con minacce e quant’altro.

Vi propongo una lettera ricevuta oggi che parla di un giornalista ragusano che da anni si interessa ai legami poco chiari tra criminalità organizzata, istituzioni e società “civile”. Carlo Ruta, già ospite della chat di Cuntrastamu, non ha mai smesso di denunciare ciò che secondo lui andava denunciato. Per questo, per lottare contro quelli che Ruta chiama “poteri forti”, rischia il carcere.
Ecco il testo della lettera che ci è giunta:

Le inchieste di Carlo Ruta in tribunale

In risposta all’assurda condanna carceraria comminata allo storico Carlo Ruta, reo di aver firmato una intervista sul sito “Accadeinsicilia”, oscurato d’autorità nel dicembre 2004, sono pervenute testimonianze di solidarietà da tanti cittadini e prese di posizione da importanti sedi associative della società civile. A tutti rivolgiamo un sentito grazie, augurandoci che a tali attestazioni di sostegno se ne aggiungano numerose altre.


Il resto potete leggerlo qui

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25 ottobre 2006
Radici ?
Da dove sei?
Cio' da dove sei?
Ti, da dove sito, ti?
Da dove situ, cio'?
Cio' da'ndove 'se' che te si?
Cio' da 'ndove 'se' che'el 'se' da 'ndove?
Lu 'ndo le'e' che' el'e' lu, cio'?
Cio', da 'ndo l'è lu?
Da 'nde' ch'el vien, cio'?
Da onde vienlo, cio'?
Cio', da dove 'selo elo?
Da dove ti vien, cio'?

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24 ottobre 2006
Intervallo
Da dove sei?
Cio' da dove sei?
Ti, da dove sito, ti?
Da dove situ, cio'?
Cio' da'ndove 'se' che te si?
Cio' da 'ndove 'se' che'el 'se' da 'ndove?
Lu 'ndo le'e' che' el'e' lu, cio'?
Cio', da 'ndo l'è lu?
Da 'nde' ch'el vien, cio'?
Da onde vienlo, cio'?
Cio', da dove 'selo elo?
Da dove ti vien, cio'?

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21 ottobre 2006
Notturno al giorno di santa Lucia, che è il più breve
È la mezzanotte dell'anno, ed è la mezzanotte del giorno
Di Santa Lucia, che si toglie la maschera solo per sette ore:
Il Sole è affranto, e ora che le sue fiaschette
Sprigionano razzi leggeri, non raggi costanti,
Tutta la linfa del mondo è prosciugata:
L'idropica terra ha bevuto tutto il balsamo,
Dove la vita s'è ritirata, morta e sepolta,
Come ai piedi del letto; eppure queste cose sembrano,
A me comparate, risibili tutte, a me che sono il loro Epitaffio.

Studiatemi, quindi, voi che sarete gli amanti
Del prossimo mondo, ovverossia della prossima Primavera:
Perché io sono ogni cosa morta,
In cui amore operò nuova Alchimia.
Ché la sua arte ha espresso
Persino dall'annullamento, e dalle privazioni opache, e dalla
Magra vacuità una quintessenza: mi distrusse,
E sono ricreato nuovamente
D'assenza, di tenebra e morte; le cose che non sono.
Gli altri, da tutte le cose, traggono tutto ciò che è buono,
La vita, l'anima, la forma, lo spirito, da cui la propria essenza;
Io sono invece, per l'alambicco d'amore, la tomba
Di tutto, ossia son nulla
. Spesso un diluvio intero
Abbiamo noi due pianto, e in questo modo
Sommerso il mondo intero, e cioè noi due; ma spesso invece
Ci siamo fatti due Caos, quando mostrammo
D'interessarci ad altro; e sovente ogni assenza
Ci sottrasse le anime, rendendoci morte carcasse.

Ma io per la sua morte (parola che la offende)
Son diventato Elisir del primo nulla;
Se fossi un uomo, d'essere tale avrei
Necessità di saperlo; sceglierei,
Se fossi invece bestia,
Un fine, un mezzo; Perfino le piante, perfino le pietre detestano,
E amano; Tutto, tutto di qualche proprietà è investito;
Se io fossi un nulla comune, come l'ombra,
Anche un corpo e una luce vi dovrebbe essere.
Ma io sono Nulla; né si rinnoverà il mio Sole.Avanti, voi per amor dei quali il Sole
Minore in questo tempo al Capricorno è corso
A procurare altra concupiscenza per donarla a voi,
Godete tutti la vostra estate;
Dacché lei gode la festa della sua lunga notte,
Fate che io per lei mi prepari, che chiami quest'ora
Il suo Preludio, la sua Vigilia, poiché è questa
La mezzanotte profonda dell'anno e del giorno
.

John Donne

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19 ottobre 2006
Domanda
Poiché ognuno di noi ha una sola vita, perché non decidere di passarla con un gatto?
La risposta è fin troppo facile,: perché un gatto vive molto, ma molto meno di noi. Però val sempre la pena di provare.

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07 ottobre 2006
Notizie dall'altro mondo
"Il 10 luglio è semplicemente un'altra data sul calendario russo. Capita però che sia l'ultimo giorno utile per apportare cambiamenti a questo libro.
Ieri, in tarda serata, Paul Chlebnikov, redattore capo dell'edizione russa di Forbes Magazine, è stato assassinato a Mosca. L'hanno falciato mentre lasciava la sede della rivista. Chlebnikov era famoso per aver scritto degli oligarchi, della struttura del 'capitalismo malavitoso' russo e delle ingenti somme di denaro sulle quali certi nostri cittadini sono riusciti a mettere le mani. Sempre ieri sera, Viktor Čerepkov è stato fatto saltare in aria a Vladivostok. Era un membro del nostro parlamento, la Duma, e famoso per essersi fatto portavoce dei più deboli e dei più poveri di questa terra. Čerepkov era candidato come sindaco di Vladivostok, sua città natale, la più importante dell'estremo oriente russo. Aveva superato con successo il secondo turno e sembrava avere buone possibilità di essere eletto. Mentre usciva dalla sede del suo comitato elettorale è stato fatto saltare in aria da una mina antiuomo attivata a distanza.
Sì, in Russia è arrivata la stabilità. È una stabilità mostruosa, sotto la quale nessuno cerca giustizia in tribunali che ostentano il proprio servilismo e la propria partigianeria. Nessuna persona sana di mente può cercare protezione nelle istituzioni incaricate di difendere la legge e l'ordine, perché sono completamente corrotte. La legge del taglione è all'ordine del giorno, nella mentalità delle persone e nelle loro azioni. Occhio per occhio, dente per dente."
7 ottobre, 16 e 20, ora di Mosca :Anna Politkovskaja, giornalista, 48 anni, assassinata questo pomeriggio (il corpo accanto all'ascensore, quattro proiettili, una pistola Makarov).
Il brano è tratto dal suo libro Putin's Russia, Harvill Press, 2004.

Come al solito, grazie alla generosità di Miru e di Tlaxcala

Anna Politkovskaja/Post in aggiornamento
"Anna non aveva niente in comune con gli intrighi politici o con qualsivoglia 'interesse finanziario'. Era assolutamente impossibile farla tacere o corromperla. Considerava la ricerca della verità e della giustizia un proprio dovere giornalistico e umano, e in questo era inflessibile. Ha cercato la giustizia e la verità anche nei tragici eventi ceceni, dall'inizio della guerra cecena fino a oggi, ed era consapevole di quanto ciò fosse pericoloso. Oggi non sappiamo chi l'ha uccisa, né perché. Possiamo solo avanzare due versioni. O è stata una vendetta di Ramzan Kadyrov, delle cui attività ha scritto e ha parlato molto. Oppure sono stati coloro che volevano far cadere dei sospetti proprio sull'attuale primo ministro ceceno, il quale, avendo superato i trent'anni d'età [l'età minima per candidarsi alla carica, n.d.T.], può ora aspirare alla presidenza".

Dalla prima pagina della Novaja Gazeta.
(Se penso a Fede, a Feltri...lasciamo stare, non è neppure giusto pagare con la vita la propria professionalità)

Questo invece è il pezzo che appare sulla prima pagina dello speciale di 7 pagine della Novaja Gazeta che sarà in edicola domani:
"Era bella. Negli anni lo era diventata anche di più. Sapete perché? Dio ci dà un volto, ma poi siamo noi a costruirlo, a seconda di come viviamo.
Si dice anche che nella maturità nel viso cominci a trasparire l'anima. La sua anima era bellissima.
Era molto femminile. Sapeva ridere in modo incantevole per uno scherzo riuscito e piangere per un'ingiustizia. Qualsiasi ingiustizia - qualsiasi cosa riguardasse - era per lei un nemico personale. E l'affrontava lottando fino all'ultimo.
Era anche incredibilmente coraggiosa. Di gran lunga più coraggiosa di molti uomini che si muovono su mezzi blindati, circondati da guardie del corpo.
L'hanno minacciata, hanno cercato di spaventarla, l'hanno sottoposta a pedinamenti e a perquisizioni. In Cecenia i 'nostri' soldati l'hanno arrestata e hanno minacciato di fucilarla.
L'hanno avvelenata, quando ha preso l'aereo per Beslan, e si era ripresa a stento. E anche se in seguito non è più stata bene, ha continuato a indignarsi e a lottare come e più di prima.
Molti, perfino gli amici della Novaja Gazeta, a volte dicevano: 'Beh, la vostra Politkovskaja... questa poi...'. Macché. Scriveva sempre la verità. Piuttosto, questa verità era spesso così tremenda che molti facevano fatica ad accettarla. E di qui la reazione di difesa che portava a esclamare 'questa poi...'. Talvolta capitava anche a noi della redazione.
Probabilmente la cosa più difficile per la gente normale è cercare di non voltare le spalle a ciò che atterrisce. Ma se si guarda il male dritto negli occhi il male non è in grado di sostenere quello sguardo. Anja guardava il male dritto negli occhi. Forse per questo era uscita vincitrice da situazioni molto difficili. E forse sempre per questo era riuscita a rimanere viva laddove coloro che distolgono lo sguardo non sarebbero sopravvissuti.
Per noi è ancora viva. Non ci rassegneremo mai alla morte della nostra Anja. E chiunque abbia preso sotto la propria responsabilità questo feroce omicidio - nel centro di Mosca, in pieno giorno - saremo noi stessi a cercare gli assassini. Possiamo anche immaginare dove si trovano...
Come vanno le cose in Russia con l'indipendenza dei mezzi di informazione di massa? Se ne parla in America e in Europa. Ma intanto alla Novaja Gazeta negli ultimi anni hanno ucciso tre
importanti giornalisti.
Igor Dominikov. I suoi assassini, grazie al buon lavoro di bravi giudici e del giornale stesso, sono comparsi in tribunale.
Jurij Ščekočichin. Le autorità hanno rifiutato perfino ai suoi genitori il legittimo diritto di conoscere i risultati delle indagini... Ma noi continuiamo le nostre ricerche. Gli assassini saranno puniti.
Adesso, la nostra Anja Politkovskaja. Non hanno ucciso solo una giornalista, una persona che lottava per difendere la verità e una cittadina, ma anche una donna e una madre bellissima.
Finché ci sarà la Novaja Gazeta, i suoi assassini non dormiranno sonni tranquilli".

A me quest'articolo molto "caldo" ha ricordato un'altra storia, raccontata nel 1969 da Costa-Gavras. Era "Z,l'orgia del potere", ispirata all'assassinio del deputato socialista Gregorios Lambrakis e alla nascita del regime dei colonnelli in Grecia. Forse non è il più bel film del mondo, anche se venne premiato a Cannes, ma a me, ancora ragazzina, quel grido - vive - resta ancora nelle orecchie. Ora quel regime è caduto, con le libere elezioni del novembre 1974 e io sto qui a ricordarne uno degli orrori. La storia è anche questo, per fortuna, a volte.

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21 settembre 2006
Solo un gioco
Facciamo conto che io abbia una ingessatura, e su questo gesso qualcuno, dallo sguardo malinconico e inarrivabile per tenerezza e bellezza, abbia scritto:

Tutto dipende da quel che non esiste.
Perciò il mio essere muto si converte
nella stessa somiglianza, austero e triste.

Voi, cosa scrivereste, se lo scrivereste, sul mio gesso? anche voi Pessoa? mica dev'esser per forza una citazione...spazio bianco ce n'è in abbondanza... a volte mi spaventa da quanto ce n'è...
E torno a chiedermi: nello scrivere parlava di se stesso o di me?

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