| 30 ottobre 2008 |
| Per D. che non c'è più |
Anthem
The birds they sang at the break of day Start again I heard them say Don't dwell on what has passed away or what is yet to be. Ah the wars they will be fought again The holy dove She will be caught again bought and sold and bought again the dove is never free.
Ring the bells that still can ring Forget your perfect offering There is a crack in everything That's how the light gets in.
We asked for signs the signs were sent: the birth betrayed the marriage spent Yeah the widowhood of every government -- signs for all to see.
I can't run no more with that lawless crowd while the killers in high places say their prayers out loud. But they've summoned, they've summoned up a thundercloud and they're going to hear from me.
Ring the bells that still can ring ...
You can add up the parts but you won't have the sum You can strike up the march, there is no drum Every heart, every heart to love will come but like a refugee.
Ring the bells that still can ring Forget your perfect offering There is a crack, a crack in everything That's how the light gets in.
Ring the bells that still can ring Forget your perfect offering There is a crack, a crack in everything That's how the light gets in. That's how the light gets in. That's how the light gets in.
Leonard CohenEtichette: persone e cose perdute per sempre |
postato da la Parda Flora
alle 16:40 
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| 09 ottobre 2006 |
| Ma in fondo, che ce ne frega dei ceceni?C'è la festa del cinema a Roma |
Ecco la trascrizione dell'ultima intervista di Anna Politkovskaja, ospite in collegamento telefonico del programmma "Cas pressy" ("L'ora della stampa"), su Radio Svoboda. L'argomento di discussione era un articolo uscito su Kommersant in occasione del compleanno di Ramzan Kadyrov, il primo ministro ceceno (il quale, avendo compiuto trent'anni, può ora candidarsi alla carica di presidente).
Anna Politkovskaja: Cosa significa "piangere sui diritti umani"? Non bisogna piangere sui diritti umani. Bisogna semplicemente incontrare non solo Kadyrov, ma anche la gente, coloro che hanno sofferto per le azioni di Kadyrov. E non in modo ipotetico: ne hanno sofferto nella maniera più diretta. I loro cari sono stati uccisi, tormentati, costretti a fuggire. La maggioranza di queste persone erano onestissime. Ne conoscevo molte. Adesso sulla mia scrivania ci sono due fotografie. Sto conducendo un'inchiesta. Si tratta delle torture avvenute nelle camere di tortura di Kadyrov ieri e oggi. Si tratta di persone che sono state sequestrate dagli uomini di Kadyrov [detti Kadyrovcy, vere e proprie squadre della morte; l'uso di questo termine è stato bandito dallo stesso Kadyrov nell'aprile del 2006, n.d.T.] per ragioni assolutamente incomprensibili, con l'unico scopo di organizzare una campagna propagandistica [...] Voglio raccontare che queste persone sequestrate, le cui fotografie stanno sulla mia scrivania, queste persone (uno è russo, l'altro ceceno) sono state presentate come se fossero dei combattenti contro i quali i Kadyrovcy facevano la guerra nel villaggio di Aleroi. Questa è una storia nota, che è finita sui nostri teleschermi, alla radio e sui giornali, quando Kadyrov, sullo sfondo dei combattenti sconfitti concedeva interviste davanti alle telecamere della televisione di stato e di altri canali. Ma la realtà è che tutte queste persone erano state rastrellate e uccise.
Elena Rykovceva: Anja, ma non le sembra che queste persone sullo sfondo possano costituire "casi isolati"? Cioè, le persone sequestrate sarebbero casi isolati, perché altre hanno invece avuto dei benefici. Ci sono i segni di un miglioramento, di una ricostruzione. Però c'è ancora una piccola percentuale di vittime di questa situazione.
Anna Politkovskaja: Una piccola percentuale di vittime?
Elena Rykovceva: Piccola, pare.
Anna Politkovskaja: Vorrei dire allora che le persone sequestrate nella prima metà di quest'anno sono più numerose di quelle sequestrate nella prima metà dell'anno precedente, se queste considerazioni possono essere rappresentative. E questi sono solo i casi in cui la gente ha denunciato la scomparsa dei propri familiari, che non sono stati più trovati. Vorrei riportare l'attenzione sul fatto che possiamo parlare di casi isolati solo perché non si tratta dei nostri cari: non è mio figlio, non è mio fratello o mio marito. Le fotografie di cui le parlo ritraggono corpi spezzati dalle torture. Non si possono ridurre a una piccola percentuale. È una percentuale enorme. [...] I giornalisti che non conoscono quella regione dicono che [Kadyrov] sta facendo rinascere le tradizioni cecene. È una fesseria. Lui le sta distruggendo. Non sono certo a favore della vendetta di sangue, ma il fatto è che ha contribuito a mantenere per anni una certa stabilità nella regione. Ramzan è riuscito a interferire e a distruggere anche questo. Questo è un codardo armato fino ai denti che vive circondato da guardie. Io credo che non diventerà presidente. Dentro di me c'è una una sicurezza intima e profonda, forse perfino intuitiva, in nessun modo razionale, in nessun modo confortata da Alu Alchanov [il presidente ceceno, filorusso, eletto nel 2004 in circostanze sospette, successore del padre di Kadyrov, n.d.T.]. Alu Alchanov è un uomo molto debole. In questo problema di Alchanov sotto molti aspetti c'entra anche l'inasprirsi della violenza sotto il giovane Kadyrov. Il mio sogno personale nel giorno del compleanno di Kadyrov riguarda solo una cosa. Ne parlo con assoluta serietà. Sogno che si sieda sul banco degli imputati. Sogno una procedura giuridica il più possibile rigorosa con l'enumerazione di tutti suoi crimini, e un'indagine per tutti i reati che ha commesso. A proposito, grazie a tre articoli del nostro giornale - di questo, naturalmente, le altre pubblicazioni non scrivono - è stata promossa un'azione giudiziaria contro Kadyrov a causa dei kadyrovci. Io, per esempio, farò da testimone per una delle accuse, quella che riguarda i rapimenti. Un crimine di cui Kadyrov è accusato è proprio il sequestro di persona - la partecipazione di Ramzan Kadyrov al sequestro di due persone. Il mio sogno è semplicemente questo.
Come al solito, grazie alla generosità di Miru e di TlaxcalaEtichette: comunicazioni di servizio, le vite degli altri, persone e cose perdute per sempre, storia (forse) |
postato da la Parda Flora
alle 11:04 
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| 05 maggio 2006 |
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Altri due morti italiani, a Kabul, e civili, civili, civili da averne perso il conto, ché si stimano un tanto al chilo...
"Satan, Jezer Hara e l'Angelo della morte sono tutt'uno" Talmud
(Jezel Hara è la cattiva inclinazione dell'animo umano)Etichette: (brutta) storia, persone e cose perdute per sempre |
postato da la Parda Flora
alle 19:07 
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| 27 aprile 2006 |
| Della pubblicità |
Apro La Repubblica on line, così vengo a sapere della nuova bomba a Nassirya. Clicco per l'approfondimento e mi trovo davanti a qualche secondo di pubblicità sugli hamburger di una famosa catena multinazionale. Lo spot recita: come sono fatti i vostri hamburger? E allora penso: di carabinieri, temo. E forse resteranno ignoti, pure ignoti, niente marchio di controllo, niente HACCP, giacché vedo citati solo i dati angrafici del maggior graduato dell'equipaggio del convoglio saltato in aria. Non so, non mi è sembrata una scelta felice d'impaginazione... anzi, mi ha fatto proprio schifo.
RIPORTIAMO I NOSTRI RAGAZZI A CASA E FINIAMOLA CON QUESTA IGNOBILE GUERRA D'INVASIONEEtichette: persone e cose perdute per sempre |
postato da la Parda Flora
alle 10:01 
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