12 ottobre 2006
Otto - Exodus 1947
L’assemblea delle Nazioni Unite è profondamente convinta che la questione palestinese vada affrontata, e in tempi stretti, così che nel maggio 1947 venne convocata una sessione speciale della Assemblea, che già in anticipo godeva del favore sovietico nei confronti di Israele.
Venne creato l’UNSCOP - United Nations Special Committee on Palestina, formato da Paesi aderenti alle Nazioni Unite ma non direttamente coinvolte nella questione arabo-israeliana, per evitare “vizi” di visione; UNSCOP che avrebbe riferito, dopo un mese, del futuro della Palestina.
La diffidenza araba era enorme e, secondo lo storico Fraser, probabilmente, la decisione che l’Alto comitato arabo prese di boicottare l’UNSCOP, al contrario dell’atteggiamento disponibile assunto dalla controparte ebrea, fu una delle decisioni più disastrose che il comando palestinese prese per il futuro dello stato palestinese. Tutt'altro atteggiamento ebbero i sionisti che offrirono piena collaborazione persino associando al comitato due funzionari di collegamento, Horowitz ed Eban, memento vivente delle rivendicazioni sioniste: eliminare l’amministrazione britannica e arrivare alla spartizione.
Per ottenere l’allontanamento degli inglesi l’Irgun impiccò due sergenti britannici ,come rappresaglia per l’uccisione di tre suoi membri, abbandonandone i corpi in una zona minata.
Ciò risvegliò nel'opinione pubblica inglese vecchi fantasmi razzisti, tanto da convincere il governo che non valeva la pena di mantenere il mandato in Palestina. Nel frattempo l’Hagana affittò un traghetto, che venne rinominato EXODUS 1947 (magari qualcuno ricorderà l’omonimo film di Otto Preminger, del 1960, con un giovanissimo Paul Newman) che imbarco 4500 profughi in Francia e fece rotta verso la Palestina. Gli scontri con la Marina britannica che attendeva il traghetto per dirottarlo ad Haifa, dove i profughi vennero sbarcati sotto gli occhi dell’UNSCOP, e le immagini dell’EXODUS attaccato vennero filmate da un cine giornale americano con un enorma impatto sull’opinione pubblica.
Bevin tentò di riportare i profughi in Germania, ma inutilmente: l’UNSCOP, prevedibilmente, raccomandò la fine del mandato inglese. Tuttavia, restava il problema della spartizione del territorio, giacché gli ebrei stessi non avevano raggiunto un accordo su questa soluzione.
In maniera non ufficiale, Horowitz ed Eban avevano ricevuto l’incarico di lavorare per favorire la soluzione della spartizione, e sia Ben Gurion che Weizmann si pronunciarono a favore di tale soluzione. Quando i Palestinesi se ne resero conto, la questione era ormai decisa, nonostante un tardivo tentativo di protesta del Ministro degli Esteri arabi. A Ginevra, l’UNSCOP si dichiarò convinta che la spartizione fosse l’unica possibile via da seguire in Palestina, giacché “le rivendicazioni sulla Palestina degli arabi e degli ebrei, possedendo entrambe validità, sono inconciliabili e che, tra le soluzioni avanzate, la spartizione assicura la sistemazione più realistica e attuabile”.

Secondo l’UNSCOP lo stato arabo sarebbe stato formato dalla striscia costiera meridionale che univa Rafah a Gaza; dalla Galilea del nord e dall’interno del paese comprese nablus, Hebron e Beersheva.

Lo stato israeliano invece sarebbe stato formato da gran parte delle pianure costiere, con Tel Aviv e Haifa, dal deserto del Negev e dalle valli di Jezreel e Hule.

Tale piano comprendeva due clausole.
Si raccomandava, come necessaria, l’unione economica della Palestina, per poter ripartire entrate e uscite, mantenere comuni la moneta, le comunicazioni e la dogana.
Gerusalemme, per pressione del Vaticano, sarebbe stata corpus separatum, con statuto internazionale e governata dalle Nazioni Unite.
Ma le obiezioni a tali clausole erano facilmente visibili: se erano inconciliabili le pretese territoriali arabo-israeliane, come lo sarebbero state quelle economiche? Inoltre il piano non prendeva in considerazioni le esigenze difensive di due stati così aggrovigliati territorialmente. Infine, se lo stato ebraico sarebbe stato quello indicato dall’UNSCOP, presenza di residenti arabi vi sarebbe stata troppo alta, secondo dati inglesi avrebbe addirittura superato quella ebraica.

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postato da la Parda Flora alle 10:45  

 

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